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Domanda di: Infezioni

02/08/2007 22:33:27

Giusta terapia per metastasi ossee da tumore al seno

Il 12 giugno 2003 sono stata operata di tumore al seno, mastectomia sn con svuotamento ascellare. Dallo studio anatomo-patologico della parte asportata è risultato un tumore lobulare infiltrante multifocale di 3cm/5cm con focos di adenocarcinoma lobulare "in situ", ascella con metastasi in 9 dei 14 linfonodi studiati. L'intervento è stato preceduto da 4 cicli di chemioterapia con Doxorubicina/Ciclofosfamida e seguito da 4cicli di chemio adiuvante con Paclitaxel e radioterapia (letto della mastectomia 5000cGy e sopraclavicolare 5000 cGy).
Ho cominciato poi , nel settembre 2003 terapia ormonale con Tamoxifene proseguita fino a dicembre 2006.
Tutti i controlli effettuati risultavano nella norma.
A dic. 2006 il marcatore CA 15.3 era salito a 26,5 e quindi vengo sottoposta anche alla scintigrafia ossea (che l'anno precedente era negativa) dalla quale risulta una attività nella parte diafisaria del femore sinistro, risultata in seguito a studio RX e TAC una osteolisi ovale la cui misura massima è di 3 cm.
Vengo sottoposta a radioterapia locale e il tamoxifene sostituito con femara (dal 13 dic 2006).
Il CA 15.3 però, dopo un primo momento di discesa, riprende a salire fino a 76.1 e il carcino embrinario a 10.3 a fine giugno.
Mi sottopongo a una pet tac il 25 giugno dalla quale risultano alcuni iperaccumuli ossei patologici di FDG in corrispondenza di D4, D11, D12, L1,L2, processo spinoso di L3, regioni sovracetabolari bilateralmente, spina iliaca posteriore sinistra, aletta sacrale dx e terzo prossimale delle diafisi femorali, specie a sin, tutti sospetti per secondarismi.
Qui viene il dilemma. Un medico mi propone di cambiare la terapia ormonale fin ora seguita con Aromasin. Un altro di cambiare femara con faslodex. Dimenticavo di dire che ho 49 anni e sono in menopausa dal primo ciclo di chemioterapia, aprile 2003, e che la ricerca dei recettori ormonali fatta a suo tempo su un campione delle cellule tumorali è risultata positiva all’estrogeno nel 30% delle cellule, negativa per il progesterone.
Vorrei un consiglio su che terapia seguire ed essere esattamente informata sulla differenza che c'è tra le due terapie. Grazie.

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Risposte:


Risposta del03/09/2007

L'aromasin e un inibitore dell'aromatasi analogo al femara che lei sta ancora facendo. Il faslodex è anch'sso un antagonista dei recettori estrogenici ma di nuova generazione più simile come meccasimo d'azione al tamoxifem ma senza la debole azione estrgenica del tamoxifen. ed è dato come efficace a seguito della progressione della patologia dopo terapia antiestrogenica e con inibitori dell'aromatasi, pertanto forse nel suo caso più indicato




Dott. Cesare Gentili
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata


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