L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
21/01/2012 08:24:55
Lei che ne pensa? Cosa posso fare? grazie
Glaucoma e collirio per iop
Ho effettuato da 2 mesi l'intervento per impiantare una valvola drenante, ora per mantenere ad un buon livello la iop devo riprendere il collirio Argan. Prima dell'intervento dopo alcuni mesi di uso del collirio Azarga (associato a diamox) avevo avuto una notevole perdita di capelli (è indicata fra gli effetti non comuni collaterali). I medici non attribuiscono il problema al collirio, ma per me è un problema che si aggiunge alla già non facile situazione creata dalla malattia.Lei che ne pensa? Cosa posso fare? grazie
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Risposte:
Risposta del23/01/2012
Può essere!!
Ci sono, oltre la trabeculectomia, tante altre tecniche chirurgiche utilizzate in casi particolari che sono la sclerectomia profonda con o senza impianto (T-flux, ecc), la viscocanalostomia, la viscocanaloplastica, o l'impianto di valvole (di Molteno, di Baerveldt, di Ahmed, ecc.).
Impianti drenanti (ExPRESS, Molteno, Baerveldt, Ahmed, SOLX Gold Shunt).
Determinazione della Posizione di un Impianto di Molteno
A causa di un'alterazione anatomica o di complicanze chirurgiche, può risultare difficoltoso determinare con precisione la posizione del tubicino di un impianto di Molteno. Ciò è particolarmente vero in caso d'opacamento corneale, (ifema), o quando sia consigliabile un posizionamento in camera posteriore.
Quando la terapia laser non ha portato a significativi miglioramenti o quando altre metodiche chirurgiche come la viscocanalostomia, e la sclerectomia profonda, non hanno avuto i risultati sperati o la trabeculectomia è fallita, o in caso di pregressi interventi oculari multipli (vitrectomia, distacco di retina, trapianto corneale) o in casi di glaucoma neovascolare o complicato o post traumatico, è ancor possibile avere degli ottimi risultati mediante l’applicazione di impianti drenanti o valvole. L’idea iniziale era quella di consentire un passaggio diretto tra la camera anteriore e lo spazio sottocongiutivale . Molteno propose la prima valvola nel 1969 oggi con la nuova generazione di impianti con valvola biologica dà ottimi risultati. Ma anche altre valvole originali come la Baerveldt , o la valvola di Ahmed o l’ ExPress Mini Shunt (della Optonol Ltd., Neve Ilan, Israele), piccolo impianto in acciaio (di 400µ di larghezza per 3 mm di lunghezza) utilizzato al posto della trebeculectomia sotto uno sportellino sclerale che consente una formazione di una bozza filtrante sino ad arrivare al recente impianto di uno shunt biocompatibile in oro della SOLX risultano essere efficaci nel controllare la pressione oculare. Il Gold Shunt della ]SOLX utilizza la naturale pressione differenziale tra la IOP ed il deflusso dell’umor acqueo per ridurre la pressione endoculare, senza formazione di bozza filtrante. Questo piccola piastrina in oro (di circa 3 x 6 mm) impiantata con una singola microincisione, presenta numerosi canali microtubulari che creano un passaggio tra la camera anteriore e lo spazio sopracoideale dell’acqueo grazie alla differenza di gradiente pressorio tra i due spazi con conseguente riduzione della IOP. L’impianto non è percepito dal paziente è non crea reazioni.
La CANALOPLASTICA è una tecnica per la cura del glaucoma che abbassa stabilmente la pressione dell’occhio.
La canaloplastica consiste nell’introduzione di un microcatetere all’interno del canale di Schlemm, che circonda l’occhio a livello della cornea e attraverso cui fuoriesce l’umore acqueo dalla camera anteriore. Il canale di Schlemm si presenta collassato (ristretto) nel gluacoma. Si inizia aprendo uno sportellino rettangolare sopra la cornea, per poi operare una finestra profonda (sclerectomia profonda) al fine di individuare il canale di Schlemm. A questo punto si entra con il microcatetere (una sottilissima sonda di 250 micron di diametro), che contiene all’interno un tubicino attraverso il quale viene iniettato un materiale viscoso e una fibra ottica collegata a una sorgente laser. La microsonda avanza lentamente all’interno del canale di Schlemm e viene visualizzata dall’esterno grazie a una luce lampeggiante che è fornita dalla fibra ottica. La microsonda percorre per 360 gradi il canale di Schlemm e fuoriesce dall’altra estremità. In questo punto viene fissato un sottilissimo filo che viene poi trascinato per via retrograda all’interno del canale stesso, ritirando lentamente la microsonda finché viene tolta. Il filo viene poi annodato strettamente, dilatando così il canale di Schlemm. Lo sportellino sclerale viene suturato al di sopra del filo e l’intervento termina con la sutura della congiuntiva (la pellicina che riveste la sclera).
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Può essere!!
Ci sono, oltre la trabeculectomia, tante altre tecniche chirurgiche utilizzate in casi particolari che sono la sclerectomia profonda con o senza impianto (T-flux, ecc), la viscocanalostomia, la viscocanaloplastica, o l'impianto di valvole (di Molteno, di Baerveldt, di Ahmed, ecc.).
Impianti drenanti (ExPRESS, Molteno, Baerveldt, Ahmed, SOLX Gold Shunt).
Determinazione della Posizione di un Impianto di Molteno
A causa di un'alterazione anatomica o di complicanze chirurgiche, può risultare difficoltoso determinare con precisione la posizione del tubicino di un impianto di Molteno. Ciò è particolarmente vero in caso d'opacamento corneale, (ifema), o quando sia consigliabile un posizionamento in camera posteriore.
Quando la terapia laser non ha portato a significativi miglioramenti o quando altre metodiche chirurgiche come la viscocanalostomia, e la sclerectomia profonda, non hanno avuto i risultati sperati o la trabeculectomia è fallita, o in caso di pregressi interventi oculari multipli (vitrectomia, distacco di retina, trapianto corneale) o in casi di glaucoma neovascolare o complicato o post traumatico, è ancor possibile avere degli ottimi risultati mediante l’applicazione di impianti drenanti o valvole. L’idea iniziale era quella di consentire un passaggio diretto tra la camera anteriore e lo spazio sottocongiutivale . Molteno propose la prima valvola nel 1969 oggi con la nuova generazione di impianti con valvola biologica dà ottimi risultati. Ma anche altre valvole originali come la Baerveldt , o la valvola di Ahmed o l’ ExPress Mini Shunt (della Optonol Ltd., Neve Ilan, Israele), piccolo impianto in acciaio (di 400µ di larghezza per 3 mm di lunghezza) utilizzato al posto della trebeculectomia sotto uno sportellino sclerale che consente una formazione di una bozza filtrante sino ad arrivare al recente impianto di uno shunt biocompatibile in oro della SOLX risultano essere efficaci nel controllare la pressione oculare. Il Gold Shunt della ]SOLX utilizza la naturale pressione differenziale tra la IOP ed il deflusso dell’umor acqueo per ridurre la pressione endoculare, senza formazione di bozza filtrante. Questo piccola piastrina in oro (di circa 3 x 6 mm) impiantata con una singola microincisione, presenta numerosi canali microtubulari che creano un passaggio tra la camera anteriore e lo spazio sopracoideale dell’acqueo grazie alla differenza di gradiente pressorio tra i due spazi con conseguente riduzione della IOP. L’impianto non è percepito dal paziente è non crea reazioni.
La CANALOPLASTICA è una tecnica per la cura del glaucoma che abbassa stabilmente la pressione dell’occhio.
La canaloplastica consiste nell’introduzione di un microcatetere all’interno del canale di Schlemm, che circonda l’occhio a livello della cornea e attraverso cui fuoriesce l’umore acqueo dalla camera anteriore. Il canale di Schlemm si presenta collassato (ristretto) nel gluacoma. Si inizia aprendo uno sportellino rettangolare sopra la cornea, per poi operare una finestra profonda (sclerectomia profonda) al fine di individuare il canale di Schlemm. A questo punto si entra con il microcatetere (una sottilissima sonda di 250 micron di diametro), che contiene all’interno un tubicino attraverso il quale viene iniettato un materiale viscoso e una fibra ottica collegata a una sorgente laser. La microsonda avanza lentamente all’interno del canale di Schlemm e viene visualizzata dall’esterno grazie a una luce lampeggiante che è fornita dalla fibra ottica. La microsonda percorre per 360 gradi il canale di Schlemm e fuoriesce dall’altra estremità. In questo punto viene fissato un sottilissimo filo che viene poi trascinato per via retrograda all’interno del canale stesso, ritirando lentamente la microsonda finché viene tolta. Il filo viene poi annodato strettamente, dilatando così il canale di Schlemm. Lo sportellino sclerale viene suturato al di sopra del filo e l’intervento termina con la sutura della congiuntiva (la pellicina che riveste la sclera).
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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