L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
25/06/2010 12:57:01
ho 40 anni da poco compiuti e sono un miope (-3,00/ 2,75) che da un po di tempo vorrebbe togliersi gli occhiali con l'operazione laser però devo un po narrarle le mie vicende:
13 anni fa dopo due misurazioni al mattino del tono oculare (risultato 22-23mmhg soffio) mi hanno diagnosticato un glaucoma e prescritto il collirio Xalatan una goccia per occhio la sera a vita e una corioretinosi miopica non regmatogena senza accenno a trazione,e da allora convivo con queste patologie tenendole di tanto in tanto sotto controllo.
Nel 2004 ho fatto un campo visivo per conto mio e il risultato era nella norma.Ma un esame HRT evidenziava una papilla escavata (cup/Disk area ratio 0,471/0,503).A marzo di quest'anno ho fatto una visita oculistica con un altro specialista per vedere se potevo fare l'operazione per la miopia e, dopo un'accurata visita e avermi fatto un esame particolare (OCT cirrus) ,mi ha detto che le papille non sono pallide, hanno effettivamente un'escavazione accentuata ma una buona rima neurale. Ha pure detto che le fibre nervose retiniche dall'OCT eseguito risultano sane, una pachimetria centrale di 550 micron, quindi mi ha consigliato di sospendere lo Xalatan. Per l'operazione di miopia nulla in contrario e mi ha consigliato la Lasek.
Io dopo quest'ultima visita ho sospeso lo Xalatan,ho però altrove controllato la pressione e a giugno risultava: ore 9 = 15/15, ore 12= 18/18, ore 16= 16/18 ore 19= 18/17.Ho rifatto pochi giorni fa il campo visivo e il risultato è stato nella norma. Ho rifatto l'HRT e risultava che dal confronto con quello eseguito nel 2004 c'era un lieve peggioramento (cup/Disk area ratio 0,530/0,533).
Come faccio caro dottore a sapere se si tratta o no di Glaucoma, posso fare la Lasek oppure ho qualche rischio in più rispetto ad un occhio sano del tutto, devo riprendere lo Xalatan anche se mi provoca un po di rossore agli occhi?
Grazie in anticipo e a risentirla....
Glaucoma e lasek
Carissimo dottore,ho 40 anni da poco compiuti e sono un miope (-3,00/ 2,75) che da un po di tempo vorrebbe togliersi gli occhiali con l'operazione laser però devo un po narrarle le mie vicende:
13 anni fa dopo due misurazioni al mattino del tono oculare (risultato 22-23mmhg soffio) mi hanno diagnosticato un glaucoma e prescritto il collirio Xalatan una goccia per occhio la sera a vita e una corioretinosi miopica non regmatogena senza accenno a trazione,e da allora convivo con queste patologie tenendole di tanto in tanto sotto controllo.
Nel 2004 ho fatto un campo visivo per conto mio e il risultato era nella norma.Ma un esame HRT evidenziava una papilla escavata (cup/Disk area ratio 0,471/0,503).A marzo di quest'anno ho fatto una visita oculistica con un altro specialista per vedere se potevo fare l'operazione per la miopia e, dopo un'accurata visita e avermi fatto un esame particolare (OCT cirrus) ,mi ha detto che le papille non sono pallide, hanno effettivamente un'escavazione accentuata ma una buona rima neurale. Ha pure detto che le fibre nervose retiniche dall'OCT eseguito risultano sane, una pachimetria centrale di 550 micron, quindi mi ha consigliato di sospendere lo Xalatan. Per l'operazione di miopia nulla in contrario e mi ha consigliato la Lasek.
Io dopo quest'ultima visita ho sospeso lo Xalatan,ho però altrove controllato la pressione e a giugno risultava: ore 9 = 15/15, ore 12= 18/18, ore 16= 16/18 ore 19= 18/17.Ho rifatto pochi giorni fa il campo visivo e il risultato è stato nella norma. Ho rifatto l'HRT e risultava che dal confronto con quello eseguito nel 2004 c'era un lieve peggioramento (cup/Disk area ratio 0,530/0,533).
Come faccio caro dottore a sapere se si tratta o no di Glaucoma, posso fare la Lasek oppure ho qualche rischio in più rispetto ad un occhio sano del tutto, devo riprendere lo Xalatan anche se mi provoca un po di rossore agli occhi?
Grazie in anticipo e a risentirla....
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Risposte:
Risposta del30/06/2010
Carissima,
come le avranno detto,esistono anche glaucomi a bassa pressione!!
Non è quindi la pressione che deve vedere(per altro sembra essere buona!!!)!
Quindi oltre gli esami effettuati consiglio:
1)la perimetria computerizzata (campo visivo).
E' un metodo di indagine computerizzata con cui si misura la sensibilita' retinica nelle diverse zone della retina. È attualmente la tecnica a cui viene riconosciuta maggiore importanza per stabilire la diagnosi e per controllare l'andamento nel tempo dei pazienti affetti da glaucoma, poiché dimostra la prova tangibile di un effettiva alterazione della sensibilità retinica e quindi di un danno al nervo ottico.
Il glaucoma è una malattia a progressione estremamente lenta: la perdita stimata di fibre è del 3% all’anno, di conseguenza il campo visivo si altera dopo che l’aumento di pressione dell’occhio dura da anni; purtroppo questo è un esame che rileva lesioni quando sono già state danneggiate almeno il 30% delle fibre del nervo ottico.
Per questo motivo negli ultimi anni si stanno sviluppando sistemi di rilevamento dei danni alternativi, che analizzano l’immagine della papilla ottica con sistemi computerizzati sofisticati, come il GDX.
2) FDT.
La perimetria a duplicazione di frequenza (FDT), utilizza stimoli a frequenze spaziali basse e frequenze temporali elevate; permette di rilevare danni precoci nel glaucoma.
3) GDX.
Tale esame computerizzato fornisce dati quantitativi sullo strato delle fibre nervose retiniche (RNFL), il primo tessuto alterato in caso di glaucoma. Un fascio di luce laser a infrarossi viene utilizzato per identificare la birifrangenza ottica delle fibre nervose, che varia a seconda dello spessore di tali fibre.
Il GDX consente di eseguire esami ambulatoriali, non invasivi per il paziente, consistenti in scansioni di uno o entrambi gli occhi; ogni misurazione contiene immagini raffiguranti lo strato delle fibre nervose retiniche di un singolo occhio e la relativa analisi; sulla base di una o più misurazioni di un dato paziente, è possibile seguire nel tempo la malattia glaucomatosa, anche nelle fasi più precoci della malattia.
4) PERG, GLAID.
Si tratta di test elettrofisiologici non invasivi, veloci e completamente automatici per valutare le risposte elettriche della retina alla stimolazione luminosa; rappresentano la tecnica elettiva per la valutazione delle disfunzioni delle cellule ganglionari nel glaucoma.
L’elettoretinogramma da pattern (PERG) è un particolare tipo di test elettrofunzionale con il quale viene registrata la risposta bioelettrica delle cellule ganglionari retiniche mentre il soggetto osserva uno stimolo costituito da elementi strutturati chiari e scuri che si alternano su di un monitor; il PERG risulta alterato selettivamente nelle disfunzioni delle cellule ganglionari retiniche, compreso il glaucoma nelle sue prime fasi.
Si riscontra un’ alterazione del PERG in molti soggetti a rischio di glaucoma con campo visivo ancora normale.
Per questa ragione il PERG rappresenta uno strumento molto utile per la diagnosi precoce ed il follow-up di un soggetto glaucomatoso.
Il Glaid consiste in una evoluzione della tecnica del PERG, che consente uno screening non invasivo ed automatizzato nella normale routine clinica.
Il test viene effettuato simultaneamente nei due occhi utilizzando dei piccoli elettrodi cutanei simili a quelli usati per registrare l’elettrocardiogramma, posizionati al di sotto delle palpebre inferiori e sulle tempie.
Il paziente deve fissare il centro di un monitor sul quale viene presentato lo stimolo, costituito da barre bianche e nere alternanti, le cui dimensioni, contrasto, e velocita’ di alternanza sono ottimizzate per fornire la massima sensibilita’ nel glaucoma.
Le risposte sono analizzate in modo automatico ed il risultato viene espresso sotto forma di deviazione standard dai valori normali, corretti per l’eta’ del paziente.
La deviazione dalla norma viene espressa anche in forma grafica, per cui l’operatore puo’ immediatamente verificare se la risposta sta dentro o fuori i limiti di confidenza. L’intero procedimento richiede circa 4 minuti.
In questo modo GLAID può essere facilmente utilizzato come screening per la diagnosi precoce del glaucoma, per il controllo della progressione della patologia nelle sue prime fasi e per valutare l’effetto del trattamento farmacologico ancor prima che gli ordinari strumenti diagnostici mostrino evidenza dell’insorgenza della patologia.
Mi contatti pure per qualsiasi chiarimento!
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Carissima,
come le avranno detto,esistono anche glaucomi a bassa pressione!!
Non è quindi la pressione che deve vedere(per altro sembra essere buona!!!)!
Quindi oltre gli esami effettuati consiglio:
1)la perimetria computerizzata (campo visivo).
E' un metodo di indagine computerizzata con cui si misura la sensibilita' retinica nelle diverse zone della retina. È attualmente la tecnica a cui viene riconosciuta maggiore importanza per stabilire la diagnosi e per controllare l'andamento nel tempo dei pazienti affetti da glaucoma, poiché dimostra la prova tangibile di un effettiva alterazione della sensibilità retinica e quindi di un danno al nervo ottico.
Il glaucoma è una malattia a progressione estremamente lenta: la perdita stimata di fibre è del 3% all’anno, di conseguenza il campo visivo si altera dopo che l’aumento di pressione dell’occhio dura da anni; purtroppo questo è un esame che rileva lesioni quando sono già state danneggiate almeno il 30% delle fibre del nervo ottico.
Per questo motivo negli ultimi anni si stanno sviluppando sistemi di rilevamento dei danni alternativi, che analizzano l’immagine della papilla ottica con sistemi computerizzati sofisticati, come il GDX.
2) FDT.
La perimetria a duplicazione di frequenza (FDT), utilizza stimoli a frequenze spaziali basse e frequenze temporali elevate; permette di rilevare danni precoci nel glaucoma.
3) GDX.
Tale esame computerizzato fornisce dati quantitativi sullo strato delle fibre nervose retiniche (RNFL), il primo tessuto alterato in caso di glaucoma. Un fascio di luce laser a infrarossi viene utilizzato per identificare la birifrangenza ottica delle fibre nervose, che varia a seconda dello spessore di tali fibre.
Il GDX consente di eseguire esami ambulatoriali, non invasivi per il paziente, consistenti in scansioni di uno o entrambi gli occhi; ogni misurazione contiene immagini raffiguranti lo strato delle fibre nervose retiniche di un singolo occhio e la relativa analisi; sulla base di una o più misurazioni di un dato paziente, è possibile seguire nel tempo la malattia glaucomatosa, anche nelle fasi più precoci della malattia.
4) PERG, GLAID.
Si tratta di test elettrofisiologici non invasivi, veloci e completamente automatici per valutare le risposte elettriche della retina alla stimolazione luminosa; rappresentano la tecnica elettiva per la valutazione delle disfunzioni delle cellule ganglionari nel glaucoma.
L’elettoretinogramma da pattern (PERG) è un particolare tipo di test elettrofunzionale con il quale viene registrata la risposta bioelettrica delle cellule ganglionari retiniche mentre il soggetto osserva uno stimolo costituito da elementi strutturati chiari e scuri che si alternano su di un monitor; il PERG risulta alterato selettivamente nelle disfunzioni delle cellule ganglionari retiniche, compreso il glaucoma nelle sue prime fasi.
Si riscontra un’ alterazione del PERG in molti soggetti a rischio di glaucoma con campo visivo ancora normale.
Per questa ragione il PERG rappresenta uno strumento molto utile per la diagnosi precoce ed il follow-up di un soggetto glaucomatoso.
Il Glaid consiste in una evoluzione della tecnica del PERG, che consente uno screening non invasivo ed automatizzato nella normale routine clinica.
Il test viene effettuato simultaneamente nei due occhi utilizzando dei piccoli elettrodi cutanei simili a quelli usati per registrare l’elettrocardiogramma, posizionati al di sotto delle palpebre inferiori e sulle tempie.
Il paziente deve fissare il centro di un monitor sul quale viene presentato lo stimolo, costituito da barre bianche e nere alternanti, le cui dimensioni, contrasto, e velocita’ di alternanza sono ottimizzate per fornire la massima sensibilita’ nel glaucoma.
Le risposte sono analizzate in modo automatico ed il risultato viene espresso sotto forma di deviazione standard dai valori normali, corretti per l’eta’ del paziente.
La deviazione dalla norma viene espressa anche in forma grafica, per cui l’operatore puo’ immediatamente verificare se la risposta sta dentro o fuori i limiti di confidenza. L’intero procedimento richiede circa 4 minuti.
In questo modo GLAID può essere facilmente utilizzato come screening per la diagnosi precoce del glaucoma, per il controllo della progressione della patologia nelle sue prime fasi e per valutare l’effetto del trattamento farmacologico ancor prima che gli ordinari strumenti diagnostici mostrino evidenza dell’insorgenza della patologia.
Mi contatti pure per qualsiasi chiarimento!
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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