L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
19/01/2011 09:17:47
Glaucoma ed intervento chirurgico per la correzione della miopia
Il glaucoma in trattamento farmacologico e' una controindicazione assoluta all'intervento chirurgico di correzione della miopia?Sei un medico e vuoi dare una risposta? Clicca qui
Risposte:
Risposta del24/01/2011
Carissima,
CRITERI DI ESCLUSIONE ASSOLUTI
(controindicazioni assolute all’intervento di chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri)
Età inferiore a 18-20 anni: per la variabilità della refrazione.
Difetto refrattivo non stabile da almeno 1-2 armi: per non dover ricorrere in seguito ad eventuali ritrattamenti.
Malattie autoimmuni e collagenopatie: per l’imprevedibilità dei processi di riparazione corneale.
Cheratocono: per riduzione dello spessore corneale e l’astigmatismo irregolare.
Alterazioni corneali congenite ed acquisite (superficie corneale non omogenea, leucomi e nubecole): astigmatismi irregolari che possono essere amplificati dal trattamento laser.
Spessore corneale ridotto: infatti nel caso di miopie medie sono da escludere coloro che presentano una pachimetria centrale al di sotto dei 480 micron. Per le miopie più elevate, sono da evitare le cornee al di sotto dei 520 micron.
Pregressa cheratite erpetica: per la ridotta sensibilità corneale ed i rischi della terapia cortisonica dopo l’intervento.
CRITERI DI ESCLUSIONE RELATIVI
(da valutare ogni singolo caso ed in relazione alla possibilità di ricorrere o meno ad altro tipo di correzione refrattiva)
Alcune patologie del segmento anteriore: flogosi uveali, patologie dell'angolo camerulare e della radice iridea
Gravi alterazioni del film lacrimale: per ritardi della cicatrizzazione corneale, maggiore rischio di haze e di lesioni ricorrenti.
Ipertensione oculare o glaucoma: potrebbe aggravarsi a causa della terapia cortisonica locale.
Alterazioni della trasparenza del cristallino (cataratta): per riduzione del visus finale e delusione delle aspettative.
Patologie vitreoretiniche e del nervo ottico: possono vanificare il risultato.
Alterazioni congiuntivali
Gravidanza, allattamento, terapie ormonali e contraccettivi orali: perché le variazioni ormonali influenzano il processo di riparazione corneale e la refrazione.
Predisposizione a cheloidi: maggiore frequenza di haze.
Diabete mellito: i processi di riparazione corneali possono essere atipici e la presenza di retinopatia diabetica può determinare una riduzione del visus corretto.
Esposizione a raggi UV (per motivi professionali): i raggi UV possono influenzare i processi riparativi corneali e provocare la formazione di haze.
Portatori di Pace-Macker: il laser può interferire con il corretto funzionamento del pace-macker, è consigliabile la presenza di un anestesista e conoscere l’entità del campo magnetico generato dal laser.
Epilessia: gli stimoli luminosi possono scatenare un attacco.
Patologie oculari nell’anamnesi familiare(glaucoma, cheratocono, retinite pigmentosa): necessità di ulteriori approfondimenti.
Guida notturna frequente (specialmente in pazienti con pupille ampie e difetti refrattivi elevati): per il rischio di maggiore abbagliamento e per le aberrazioni ed i riflessi che si possono avere.
Sport con rischio di contatti violenti o contatti con acqua salata: rischio di edema corneale e lesioni corneali ricorrenti.
Lavoro in ambienti polverosi e/o molto secchi: rischio sofferenza epiteliale principalmente nei primi mesi dopo l’intervento.
Età superiore ai 45 armi: la correzione non escluderà l'uso degli occhiali per vicino per la correzione della presbiopia.
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Carissima,
CRITERI DI ESCLUSIONE ASSOLUTI
(controindicazioni assolute all’intervento di chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri)
Età inferiore a 18-20 anni: per la variabilità della refrazione.
Difetto refrattivo non stabile da almeno 1-2 armi: per non dover ricorrere in seguito ad eventuali ritrattamenti.
Malattie autoimmuni e collagenopatie: per l’imprevedibilità dei processi di riparazione corneale.
Cheratocono: per riduzione dello spessore corneale e l’astigmatismo irregolare.
Alterazioni corneali congenite ed acquisite (superficie corneale non omogenea, leucomi e nubecole): astigmatismi irregolari che possono essere amplificati dal trattamento laser.
Spessore corneale ridotto: infatti nel caso di miopie medie sono da escludere coloro che presentano una pachimetria centrale al di sotto dei 480 micron. Per le miopie più elevate, sono da evitare le cornee al di sotto dei 520 micron.
Pregressa cheratite erpetica: per la ridotta sensibilità corneale ed i rischi della terapia cortisonica dopo l’intervento.
CRITERI DI ESCLUSIONE RELATIVI
(da valutare ogni singolo caso ed in relazione alla possibilità di ricorrere o meno ad altro tipo di correzione refrattiva)
Alcune patologie del segmento anteriore: flogosi uveali, patologie dell'angolo camerulare e della radice iridea
Gravi alterazioni del film lacrimale: per ritardi della cicatrizzazione corneale, maggiore rischio di haze e di lesioni ricorrenti.
Ipertensione oculare o glaucoma: potrebbe aggravarsi a causa della terapia cortisonica locale.
Alterazioni della trasparenza del cristallino (cataratta): per riduzione del visus finale e delusione delle aspettative.
Patologie vitreoretiniche e del nervo ottico: possono vanificare il risultato.
Alterazioni congiuntivali
Gravidanza, allattamento, terapie ormonali e contraccettivi orali: perché le variazioni ormonali influenzano il processo di riparazione corneale e la refrazione.
Predisposizione a cheloidi: maggiore frequenza di haze.
Diabete mellito: i processi di riparazione corneali possono essere atipici e la presenza di retinopatia diabetica può determinare una riduzione del visus corretto.
Esposizione a raggi UV (per motivi professionali): i raggi UV possono influenzare i processi riparativi corneali e provocare la formazione di haze.
Portatori di Pace-Macker: il laser può interferire con il corretto funzionamento del pace-macker, è consigliabile la presenza di un anestesista e conoscere l’entità del campo magnetico generato dal laser.
Epilessia: gli stimoli luminosi possono scatenare un attacco.
Patologie oculari nell’anamnesi familiare(glaucoma, cheratocono, retinite pigmentosa): necessità di ulteriori approfondimenti.
Guida notturna frequente (specialmente in pazienti con pupille ampie e difetti refrattivi elevati): per il rischio di maggiore abbagliamento e per le aberrazioni ed i riflessi che si possono avere.
Sport con rischio di contatti violenti o contatti con acqua salata: rischio di edema corneale e lesioni corneali ricorrenti.
Lavoro in ambienti polverosi e/o molto secchi: rischio sofferenza epiteliale principalmente nei primi mesi dopo l’intervento.
Età superiore ai 45 armi: la correzione non escluderà l'uso degli occhiali per vicino per la correzione della presbiopia.
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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