L'esperto risponde
Domanda di: Occhio
17/01/2011 12:07:37
Glaucoma-pupilla dilatata
Operato di trbeculectomia os il 2 novembre 2010, pressione ora 12/13 senza farmaci ma pupilla un po' dilatata con vista opacizzata da lontano e luce riflessa nell' occhio. Messa Pilocarpina una volta da oculista ma problema permane. Ci sono terapie utili al problema? Grazie.Sei un medico e vuoi dare una risposta? Clicca qui
Risposte:
Risposta del22/01/2011
Carissima,
si deve distinguere fra complicazioni che avvengono :
a) durante l’operazione , b) nei primi giorni dopo l’intervento, e c) un certo tempo dopo l’intervento .
a) Complicanze intraoperatorie
In casi estremamente rari , può verificarsi un’emorragia arteriosa ,a livello della coroide, che può minacciare seriamente l’occhio. Negli ultimi 10-15 anni , fortunatamente, a noi, non è capitata questa drammatica complicanza. Non esamineremo in questa sede le altre complicanze, meno pericolose , ma che rendono l’intervento più complesso e richiedono tempo, essendo di natura tecnica .
b) Complicanze dei primi giorni dopo l’intervento:
Saltuariamente può verificarsi un sanguinamento in camera anteriore. Questa evenienza riduce la vista temporaneamente , ma non è allarmante.
Piò verificarsi un aumento della IOP o una sua caduta a 0 mmHg . L’aumento pressorio non è un problema se subito diagnosticato e trattato con farmaci. Il valore iniziale della IOP non da indicazioi su come sarà la IOP negli anni a venire. La caduta a 0 non è di per sé una catastrofe ma richiede un controllo attento da parte dell’’oculista. Un appiattimento della camera anteriore deve essere diagnosticato in tempo perché si deve prevenire un contatto fra il cristallino e la superficie posteriore della cornea.
Una complicanza molto temibile è il glaucoma maligno provocato dal blocco ciliare, come visto nel cap. 3.5.4. Questa è una complicanza che ci si può aspettare di avere in determinati occhi e pertanto si possono prendere le idonee precauzioni. In molti casi, si può prevenire il blocco ciliare somministrando poche gocce di atropina nel post-operatorio. Negli ultimi dieci anni, noi abbiamo avuto un solo caso di glaucoma maligno dopo trabeculectomia, per altro risolto con un rapido intervento
c) Complicanze dei primi tre mesi dopo l’intervento:
Nelle prime settimane o nei primi mesi la pressione può fluttuare, rimanere troppo alta o troppo bassa. Nel caso in cui , la pressione rimanga troppo alta anche dopo il riassorbimento delle suture, l’oculista potrà, temporaneamente, prescrivere dei farmaci ipotensivi e rinviare il paziente al chirurgo che , generalmente, asporterà le suture non assorbibili per aprire il tunnel. I chirurghi che usano fare il lembo sclerale cercheranno di ottenere una filtrazione immediata , essi eviteranno ogni farmaco ipotensivo nell’immediato periodo post operatorio. Se la IOP è troppo alta essi ricorreranno al massaggio oculare nel tentativo di riaprire la trabeculectomia.
Qualora ci sia una tendenza alla cicatrizzazione si può iniettare della mitomicina C , a basse concentrazioi nella bozza; alcuni oculisti preferiscono iniettare sotto la congiuntiva , lontano dalla bozza del 5-FU. In caso contrario , se la IOP resta troppo bassa, due o tre mesi dopo l’intervento ed il paziente risente di questa condizione, si può iniettare nella bozza del sangue dello stesso paziente o del gel ad alta viscosità allo scopo di avviare il processo di cicatrizzazione. Iniezioni , in bozza, sono sempre possibili.
Le infezioni di bozza, rara evenienza, sono una conseguenza temibile; se l’occhio è rosso o dolente , il paziente deve subito consultare il proprio oculista che sospetterà un’infezione.
Un caro saluto
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
Carissima,
si deve distinguere fra complicazioni che avvengono :
a) durante l’operazione , b) nei primi giorni dopo l’intervento, e c) un certo tempo dopo l’intervento .
a) Complicanze intraoperatorie
In casi estremamente rari , può verificarsi un’emorragia arteriosa ,a livello della coroide, che può minacciare seriamente l’occhio. Negli ultimi 10-15 anni , fortunatamente, a noi, non è capitata questa drammatica complicanza. Non esamineremo in questa sede le altre complicanze, meno pericolose , ma che rendono l’intervento più complesso e richiedono tempo, essendo di natura tecnica .
b) Complicanze dei primi giorni dopo l’intervento:
Saltuariamente può verificarsi un sanguinamento in camera anteriore. Questa evenienza riduce la vista temporaneamente , ma non è allarmante.
Piò verificarsi un aumento della IOP o una sua caduta a 0 mmHg . L’aumento pressorio non è un problema se subito diagnosticato e trattato con farmaci. Il valore iniziale della IOP non da indicazioi su come sarà la IOP negli anni a venire. La caduta a 0 non è di per sé una catastrofe ma richiede un controllo attento da parte dell’’oculista. Un appiattimento della camera anteriore deve essere diagnosticato in tempo perché si deve prevenire un contatto fra il cristallino e la superficie posteriore della cornea.
Una complicanza molto temibile è il glaucoma maligno provocato dal blocco ciliare, come visto nel cap. 3.5.4. Questa è una complicanza che ci si può aspettare di avere in determinati occhi e pertanto si possono prendere le idonee precauzioni. In molti casi, si può prevenire il blocco ciliare somministrando poche gocce di atropina nel post-operatorio. Negli ultimi dieci anni, noi abbiamo avuto un solo caso di glaucoma maligno dopo trabeculectomia, per altro risolto con un rapido intervento
c) Complicanze dei primi tre mesi dopo l’intervento:
Nelle prime settimane o nei primi mesi la pressione può fluttuare, rimanere troppo alta o troppo bassa. Nel caso in cui , la pressione rimanga troppo alta anche dopo il riassorbimento delle suture, l’oculista potrà, temporaneamente, prescrivere dei farmaci ipotensivi e rinviare il paziente al chirurgo che , generalmente, asporterà le suture non assorbibili per aprire il tunnel. I chirurghi che usano fare il lembo sclerale cercheranno di ottenere una filtrazione immediata , essi eviteranno ogni farmaco ipotensivo nell’immediato periodo post operatorio. Se la IOP è troppo alta essi ricorreranno al massaggio oculare nel tentativo di riaprire la trabeculectomia.
Qualora ci sia una tendenza alla cicatrizzazione si può iniettare della mitomicina C , a basse concentrazioi nella bozza; alcuni oculisti preferiscono iniettare sotto la congiuntiva , lontano dalla bozza del 5-FU. In caso contrario , se la IOP resta troppo bassa, due o tre mesi dopo l’intervento ed il paziente risente di questa condizione, si può iniettare nella bozza del sangue dello stesso paziente o del gel ad alta viscosità allo scopo di avviare il processo di cicatrizzazione. Iniezioni , in bozza, sono sempre possibili.
Le infezioni di bozza, rara evenienza, sono una conseguenza temibile; se l’occhio è rosso o dolente , il paziente deve subito consultare il proprio oculista che sospetterà un’infezione.
Un caro saluto
Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)
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