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Domanda di: Occhio

03/05/2008 15:48:32

Infezione da Acanthamoeba

Gentile dottore, in attesa di un'accurata visita oculistica ( l'ennesima, negli ultimi mesi , visto che sono molto miope), mi rivolgo a Lei sperando di avere qualche risposta ai miei dubbi.
Credendo che mi fosse entrato del sapone negli occhi, mi sono sciacquata con dell'acqua di rubinetto ( sulfurea e proveniente da un giacimento sotterraneo ).Come se non bastasse,poco dopo, pulendo una toilette decisamente sporca ( al momento divido il bagno con persone poco attente all'igiene ), mi è arrivato un secondo schizzo di sporcizia nello stesso occhio.Ho risciacquato e non ci ho dato peso.
Il giorno dopo ho indossato le lenti a contatto e non avevo alcun fastidio.
Il giorno dopo ancora,mi sono svegliata con una forte emicrania al lato sx, palpebra interna ( lato nasale ) superiore ed inferiore,rossa gonfia e dolente da non riuscire ad aprire e chiudere bene.Nessun altro sintomo.Ho imputato tutto al mal di testa, ho preso un antidolorifico e fino alla sera sembrava andasse meglio.Il mattino successivo mi sono svegliata in condizioni peggiori, in più avevo bruciore e prurito, sempre all'angolo interno dell'occhio.Ovviamente , mi sono ricordata degli schizzi, ho chiamato il mio medico e spiegatagli la situazione, lui mi ha prescritto Netildex collirio.Il gonfiore si è attenuato,ma prurito e bruciore continuano.Ogni tanto qualche fitta dolorosa nella parte superiore del bulbo oculare.L'occhio non è rosso, non ho fastidio alla luce ( non più di quanto normalmente ne abbia, visto che sono molto miope )e non ho annebbiamenti.
Potrebbe essere un'infezione da virus o da funghi?
In particolare da Acanthamoeba?
Quali sono i sintomi principali?
Grazie in anticipo per la risposta.


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Risposte:


Risposta del06/05/2008

Carissima,
intanto sia serena e tranquilla!!
Verosimilmente si è trattata di una banale Congiuntivite acuta mucocatarrale.
La cherato Congiuntivite di cui lei ha paira diessere affetta è molto più rara fortunatamente e spesso è ben riconoscibile al banale esame biomicroscopico.
La cheratite da Acantameba è un’infezione cronica della cornea, causata da un protozoo molto diffuso che vive libero. Questa creatura si trova comunemente nelle acque dolci e nel suolo, ma è stato isolato anche nelle acque addizionate di cloro delle piscine, acqua potabile, fogne, polvere, soluzioni per lenti a contatto, contenitori per lenti e sulle lenti stesse. Anche insetti come mosche e scarafaggi possono essere vettori dell’ameba.
A volte chiamata ameba anfizoica, l’Acantameba è in grado di vivere sia libera sia come organismo parassita ("anfi" si riferisce alla vita di un organismo "di entrambi i tipi", ossia libera o parassita).
Il ciclo di vita dell’Acantameba non è complicato. In natura esistono due forme di vita di Acantameba: il trofozoita, o forma vegetativa, e la cisti . In risposta a condizioni ambientali avverse come la disseccazione o il freddo estremo, il trofozoita mobile si trasforma nella cisti resiliente, dotata di una doppia parete che la protegge dall’ambiente esterno e dagli agenti nocivi.
Le forme cistiche possono sopravvivere per un anno e resistere a molti dei farmaci usati per eliminarle, ai disinfettanti chimici per lenti a contatto e perfino alla crioterapia con azoto liquido.
Quando le condizioni sono favorevoli -cioè giusta umidità, temperatura e fonte di cibo disponibile- il trofozoita emerge dalla cisti e si alimenta di batteri. Dal momento dell’inoculazione corneale probabilmente l’ameba dipende da batteri resistenti o cellule morte/danneggiate dell’ospite come fonte di cibo.
I fattori predisponenti comprendono: gravi traumi della cornea o piccoli traumi provocati da lenti a contatto rigide o morbide; esposizione ad acqua dolce o salata, polvere, materiale organico; impiego di soluzioni saline fatte in casa o acqua di rubinetto e di sistemi di disinfezione a freddo inefficaci contro Acantameba (batteri e lieviti che crescono in queste soluzioni forniscono cibo per l’ameba); infezioni o infiammazioni corneali preesistenti.
Intanto effettuiamo una visita oculistica e poi vedrà chen non si tratta di quanto sopra descritto.

Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://siravoduilio.beepworld.it




Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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