Infezione postoperatoria

26 maggio 2013

Infezione postoperatoria


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23 maggio 2013

Infezione postoperatoria

Gentile Dottore, Le scrivo per chiedere il Suo parere circa l'infezione da stafilococco contratta da mio padre in seguito ad intervento di sostituzione testa del femore. Dal giorno dell'intervento era sempre presente una febbre che andava e veniva, senza secrezioni dalla ferita; dopo 6 giorni mio padre, che ancora non stava molto bene, è stato dimesso, ma il giorno dopo, causa febbre a 38, 2 °C, difficoltà respiratorie e fuoriuscita di sangue dalla ferita, è stato riportato in pronto soccorso d'urgenza. Successivamente, previo prelievo delle secrezioni che a tutt'oggi (21 giorni dall'intervento) fuoriescono un pochino, è stato individuato il batterio, cosa che nessuno aveva considerato prima delle dimissioni. Ovviamente è stato praticato l'antibiotico, nel frattempo mio padre si è riempito di liquidi e tenga presente che, essendo parkinsoniano, dopo trenta giorni di ospedale allettato, il suo stato di salute è peggiorato. Adesso dopo tutto questo calvario, dopo aver eseguito una TAC, proprio nel momento in cui sembrava che potesse essere trasferito presso una struttura per la riabilitazione, ci viene detto che la protesi, che fino a qualche giorno fa era in sede, si è mossa, che è presente ancora l'infezione e che è necessario "un piccolo interventino". Alla luce di quanto ho esposto, Le chiedo da ignorante, se nononstante tutti i protocolli in sala operatoria, se sia possibile contrarre un'infezione simile, se sia possibile che a distanza di 21 giorni ancora fuoriesca del liquido dalla ferita, se nel lasso di tempo trascorso dall'intervento al ritorno in ospedale in pronto soccorso il giorno dopo le dimissioni (9-10 giorni) il batterio possa essersi diffuso nell'organismo e che ne pensa Lei dell'accaduto.

La ringrazio anticipatamente.

A.

Risposta del 26 maggio 2013

Risposta a cura di:
Dott. PASQUALE PRISCO


Gentile signore,
per fortuna capita rarissimamente di contrarre una infezione a seguito di un intervento.
La prassi è la coltura della secrezione e del sangue del paziente per individuare l'agente responsabile, e di eseguire un antibiogramma, per trovare l'antibiotico attivo in questo caso.
Il rischio di una setticemia (diffusione dell'infezione) è minimo, ma non è da escludere.
Lo spostamento della protesi non può certo dipendere dall'infezione, ma da movimenti o manovre errate.
Quindi, prima di dare l'assenso per un secondo intervento, con il cosidetto "Consenso informato", coinvolga un suo fratello o comunque un parente stetto.
Vi farete spiegare dettagliatamente, come è vostro diritto, tutti i particolari, tipo e motivo del nuovo intervento.
E non dimentichi l'assistenza del Tribunale del Malato (veda sul WEB). Auguri.

Dott. Pasquale Prisco
Specialista in Ortopedia e traumatologia
Torre Annunziata (NA)


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