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Domanda di: Salute femminile

14/10/2004 20:02:16

Infezione vie urinarie e dubbi

Salve, sono all' ottavo mese di gravidanza e dagli ultimi esami (urinocoltura) è venuta fuori un'infezione da Staph. aureus con carica batterica a 1.000.000 c.f.u./ml .
La mia ginecologa mi ha prescritto il normogin (fermenti) ma niente antibiotici, quelli reattivi risultano infatti controindicati in gravidanza.
Oggi durante una visita ambulatoriale il ginecologo dell'ambulatorio dopo tanto "tentennare" alla mi ha prescritto un antibiotico di quelli che la mia ginecologa non voleva darmi..
La prossimoa settimana farò un tampone e domani andrò dal mio medico curante che è anche omeopata per vedere se ci sono rimedi omeopatici senza controindicazioni.
Il mio dubbio però è sull'assunzione di antibiotici, mortalità neonatale e parto prematuro..
Da una parte ho la mia ginecologa che mi dice che non mi da gli antibiotici per evitare un parto prematuro, dall'altro ho informazioni recepite da riviste, internet, corsi preparto che parlano di infezione passata al bambino durante la nascita con pericolo di morte neonatale.
Alla 35esima settimana, io mi chiedo, non si potrebbero fare tutti gli accerttamenti per vedere se il feto è maturo e, se il rischio è solo questo, rischiare una rottura del sacco precoce piuttosto che rischiare che queste infezioni da urinarie si espandano negli ultimi giorni prima del parto a livello vaginale?
Purtroppo le casistiche non sono ben illustrate ed io mi sento più confusa che altro... Ciò che più mi sta a cuore è la salute del mio bambino e francamente non so cosa è meglio per lui!
La ringrazio
Simona

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Risposte:


Risposta del18/10/2004

Gentile Simona, attualmente l'unico germe per cui è stata dimostrata un rischio effettivo per la vita del neonato, è lo streptococco emolitico di gruppo B.
Anche per questo però le linee guida internazionali sostengono che sia sufficiente eseguire una terapia endovenosa al momento del travaglio.
Per il resto è normale che nella medicina moderna le opzioni siano tante da sconcertare il paziente che tenta di partecipare alla decisione informandosi, e ne esce con un senso di responsabilità molto alto e quindi con un'angoscia difficile da controllare, sopratutto quando si parla di decisioni che coinvolgono un figlio.
Questo le succederà anche quando avrà il bambino, perchè la scelta antibiotico sì/antibiotico no è possibile che si ripresenti.
Non posso prescriverle una terapia, nè aiutarla a scegliere per e-mail.
Non stia così angosciata, però, 35 settimane sono già tante, le ripeto che lo stafilococco non è fra i germi incriminati per la sepsi neonatale, e quindi le conseguenze delle diverse scelte non hanno un aspetto poi tanto drammatico. Auguri di cuore
Elisabetta Canitano, ginecologa ambulatoriale, ASL RM D

Dott.ssa Elisabetta Canitano
Specialista convenzionato


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