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Domanda di: Infezioni

28/09/2006 14:20:53

Inspiegabile aumento di peso

Gentili medici,
ho 25 anni e negli ultimi mesi ho notato un aumento del peso corporeo (2 kg circa)che non riesco a spiegarmi.Mangio sempre allo stesso modo, non eccedo nell' alimentazione e faccio attività fisica, ma non di potenziamento muscolare, che possa spiegare l'aumento ponderale. Inoltre da 2 anni assumo una compressa di Cipralex da 10mg per un problema d'ansia.Potrebbe essere questa la causa? Se si, comunque mi chiedo perchè solo adesso mi stia dando questi problemi. Ho letto che anche problemi alla tiroide possono portare un aumento del peso . L'anno scorso ho eseguito un ecografia che ha evidenziato un nodulo ma i dosaggi ormonali erano nelle norma.Ora non capisco proprio quale possa esserne la causa, e in più non vorrei aumentare ancora!
Spero che possa darmi una risposta che mi chiarisca un pò le idee perchè non ci capisco più niente.
grazie per l'aiuto.

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Risposte:


Risposta del01/10/2006


Egregia, lei assume da due anni una compressa di un farmaco per l’ Ansia , ma siè chiesta da dove viene questa Ansia ? La risposta è in quella ecografia che ha eseguito, in cui viene dimostrata la presenza di un nodulo, che siè formato per una Tiroidite iniziata alcuni anni prima, che ha evidenziato la sua presenza con l’ Ansia , anche se gli esami ormonali, sono “normali”, una indagine più accurata, per questa alterazione della tiroide, va eseguita, soprattutto per evidenziare il motivo per cui lei ha manifestato una Tiroidite , da cui deve partire la terapia, altrimenti lei si troverà con una tiroide non più funzionante, come comincia a manifestarsi, con l’aumento di peso che lei definisce “inspiegabile, ma che è spiegabilissimo.
La progressione di aggravamento è rappresentata dalla Tiroidite avvenuta tempo indietro, che si è manifestata con Ansia , per cui, le hanno prescritto un farmaco, (negli effetti collaterali di questo, sono descritti aumenti di peso), ma completamente inutile per gli stati di Ansia determinati dalla produzione eccessiva di ormone tiroideo; la Tiroidite , senza alcuna terapia, che bloccasse la distruzione delle cellule tiroidee, man mano, è progredita, conducendola verso un lieve ipotiroidismo, non rilevato dagli esami, ma avvertito dall’organismo, da qui l’aumento di peso. Lei deve accertare in maniera più approfondita, l’agente patogeno che ha innescato la patologia autoimmune, i valori esatti degli ormoni tiroidei, confrontati con i valori di riferimento, ma con un ragionamento applicativo ben preciso, correlato con la sua sintomatologia, individuazione degli anticorpi anti tiroide, che sono stati innescati dall’agente patogeno inziale.
Inoltre una altro fattore va considerato, per l’aumento di peso che inizia con una alterazione del tessuto adiposo, considerato, non come tessuto adiposo, ma come organo endocrino, che produce ormoni e che ha Influenza sull’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia, di cui anche la tiroide, fa parte, per cui l’alterazione dell’equilibrio, in questa, insieme al tessuto adiposo altera tutto il sistema.
Inizia così, insieme alla alterazione della ghiandola tiroidea, la sindrome metabolica, caratterizzata da iperinsulinemia, insulino-resistenza, obesità, ………… Lei, per ora, ha solamente i primi due, l’insulino-resistenza e l’iperinsulinemia, che sono alla base della sindrome metabolica e sono all’inizio del soprappeso e obesità. Infatti, lei mangia come prima, quindi disregolazione della ghiandola tiroidea, ma anche alterazione nei cibi assunti che se troppo ricchi in carboidrati, provocano un aumento della glicemia, per cui ne va calcolato il consumo giornaliero, calcolato in base al carico glicemico giornaliero, prodotto dai cibi assunti, in base al loro indice glicemico, infatti è proprio questo, che va a provocare l’insulino-resistenza e l’iperinsulinemia, che iniziano tutto il processo metabolico del soprappeso, creando anche l’alterazione della regolazione dell’assunzione del cibo.
L’organismo non sa cosa noi mangiamo, conosce solamente quello che avviene successivamente all’assorbimento, il contenuto in glucosio, sali minerali e vitamine, microelementi, amminoacidi, contenuti nelle proteine; se questi elementi sono scarsi, crea nuovamente la necessità di assumere cibo. Nel caso in cui il glucosio sia eccessivo, deve produrre una quantità superiore di insulina, che fa entrare il glucosio nelle cellule, le quali, trovandone una quantità eccessiva rispetto alla loro esigenza, non solo lo depositano in grasso, ma chiudono i loro recettori dell’insulina, diventando insulino-resistenti; infatti la quantità eccessiva di glucosio che arriva è eccessiva e ritenuta tossica, glucotossicità, quindi chiudono l’arrivo. La continua assunzione di cibi con alto indice glicemico, persevera l’aumento della glicemia, le cellule hanno chiuso l’ingresso, l’organismo non ha possibilità di diminuire la glicemia, per cui deve per forza produrre una quantità superiore, per superiore la barriera dell’insulino-resistenza. In questo caso, l’iperinsulinemia, permette l’ingresso del glucosio nella cellula, che aumenta la sua insulino-resistenza; praticamente è un circolo vizioso. Inoltre l’insulina è un ormone che favorisce il deposito e l’aumento dell’assunzione del cibo.
Questo è l’inizio del soprappeso, favorito anche dalla alterazione del tessuto adiposo, che deve essere considerato, non come un tessuto di deposito, ci levo e ci metto a mio piacimento, ma è un organo endocrino, che produce ben 26 proteine con effetto ormonale, fra cui anche molte proteine, citochine, che intervengono nel processo infiammatorio, nella regolazione della pressione arteriosa, nella regolazione del tono dell’umore e dell’assunzione del cibo. Quindi il tessuto adiposo come organo endocrino, che fa parte dell’asse HPA, Hypothalamic Pituitary Adrenal axis nelle sue funzioni, la PNEI, psiconeuroendocrinoimmunologia, quindi ha una grande Influenza su tutte le ghiandole, soprattutto tiroide e gonadi.
La disregolazione di questo organo adiposo, influisce anche sulla regolazione di ormoni che Influenza no la regolazione dell’assunzione del cibo, che vengono secreti anche da questo. Leptina, adiponectina, resistita.
La leptina influisce sui centri ipotalamici bloccando l’assunzione del cibo, la adiponectina protegge i vasi dall’insulto del tessuto adiposo stesso, la resistita, crea la resistenza delle cellule nei confronti dell’insulina, quindi del glucosio.
L’organo adiposo, produce anche il Malonyl-Co-A, che è ritenuto uno dei maggiori regolatori dell’assunzione del cibo.
Come vede l’organismo non conosce le calorie, la regolazione del disequilibrio dell’organo adiposo e di tutto l’asse HPA, può condurre ad alterazioni generali molto importanti, come lei ha constatato.
L’intervento che deve essere applicato è il riconoscimento di tutti i componenti implicati, nella loro regolazione. In ogni momento si deve sapere esattamente cosa sta succedendo, per spiegare e trovare la soluzione giusta.
Come vede, vi è una complessità nella sua problematica, che va accertata adeguatamente, per giungere ad una terapia effettivamente duratura.
Saluti

Dott. Alberto Moschini
Specialista in Medicina alternativa (omeopatia,agopuntura...)
MASSA (MS)


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