L'esperto risponde

Domanda di: Occhio

26/07/2010 12:15:43

Intervento per pucker maculare

A mia madre,che attualmente ha 79 anni, da circa 10 anni è stata diagnosticata una sindrome da trazione vitreo retinica (pucker maculare) all'occhio sinistro, allo stesso occhio ha una capacità visiva residua di 3/10. Nal corso degli anni ha semplicemente fatto visite di controllo ed esami OCT. La settimana scorsa, in occasione dell'ultima visita di controllo, le è stato consigliato un intervento chirurgico. Desidererei sapere se, da un'analisi "rischi-benefici", vista anche l'età della paziente e, considerando l'evoluzione della tecnica chirurgica che si è registrata negli anni, è effettivamente consigliabile l'intervento o è meglio evitarlo. Ringrazio per l'attenzione e porgo distinti saluti.
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Risposte:

Risposta del02/08/2010

Carissimo,
è la Membrana Epiretinica di cui trattiamo o pucker maculare o sindrome dell'interfaccia vitreoretinica!
E' una sottile membrana che si sviluppa al di sopra della parte centrale della retina (la macula) provocandone la progressiva distorsione. Può insorgere spontaneamente (generalmente dopo i 50 anni) o secondariamente a processi infiammatori, esiti di distacchi di retina o trattamenti laser. I sintomi sono rappresentati da una lenta e progressiva distorsione delle immagini con la comparsa di una macchia grigia centrale. L'unico trattamento è chirurgico con intervento di vitrectomia e rimozione meccanica (peeling) della membrana. I risultati migliori sono attesi per membrane epiretiniche di recente insorgenza (inferiore ai 6 mesi) e consistono essenzialmente nella quasi completa risoluzione della distorsione ed un certo recupero dell’acuità visiva.
Esame diagnostico di fondamentale importanza per la diagnosi e il controllo post operatorio è l’OCT.
Come detto tale membrana patologica presente sulla superficie della retina esercita una trazione e una deformazione della retina centrale. Questo comporta una riduzione visiva con distorsione delle immagini. Lo scopo dell'intervento chirurgico sopra detto è quello di rimuovere tale membrana, consentendo un miglioramento dell'acuità visiva. L'intervento viene eseguito in anestesia locale e consiste nella rimozione del corpo vitreo centrale e nella rimozione della membrana patologica retinica. Questo intervento viene eseguito anche con una nuova tecnica MININVASIVA che permette l'utilizzo di strumenti sottilissimi e non richiede l'uso di punti di sutura a fine intervento. Questo consente un più rapido recupero anatomico e funzionale nel post-intervento.
Quindi come vede la necissità dell'intervento è di non fare peggiorare inesorabilmente ed irreversibilmente la vista nell'occhio in questione.


Un caro saluto.



Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)





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