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Domanda di: Occhio

28/05/2008 17:38:17

Lesione post traumatica del nervo ottico

Buongiorno sono gianfranca e chiamo dalla sardegna.Un mio amico un mese fà è caduto da cavallo subendo un trauma cranico frontale : in seguito è stato tenuto in coma farmacologico per dieci giorni. al suo risveglio si accorge di avere la vista annebbiata all'occhio sx: all'esame del campus visivo si parla di lesione del nervo ottico e della perdita di sette diottrie. può darci qualche consiglio? esiste una terapia specifica? possiamo rivolgerci a qualche centro specializzato? E soppratutto che possibilità ci sono che riacquisti le diottrie perse? la ringrazio gianfranca

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Risposte:


Risposta del31/05/2008

Cara Gianfranca,
si fa sempre confusione fra decimi e diottrie. Le diottrie misurano il potere delle lenti, quelli che misurano la quantità di vista sono i decimi. Suppongo quindi che il suo amico veda sette decimi.
Dopo una lesione del nervo ottico, quello che più interessa però è il campo visivo. Il problema, specialmente nel muoversi nell'ambiente e per la guida, è dato dalla eventuale alterazione del campo visivo laterale.
Come in tutti i deficit di tipo neurologico ci può essere un parziale recupero, ma la completa guarigione è impedita dal fatto che il tessuto nervoso lesionato non è in grado di rigenerare.
Per questo motivo non c'è terapia specifica, c'è solo la speranza che la guarigione porti ad un miglioramento spontaneo della situazione visiva.
Tanti auguri al suo amico e saluti

Dott. Federico Friede
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
FELTRE (BL)


Risposta del31/05/2008

Carissima Gianfranca,
mi saluti la sua stupenda isola,dove vengo spesso invitato dai miei colleghi a tenere conferenze e da dove mi vengono parecchi pazienti!
Siamo sicuramente in presenza di una neuropatia ottica post-traumatica che è una lesione traumatica (diretta od indiretta) del nervo ottico (NO) che comporti perdita parziale o totale della sua funzione; la perdita della visione potrà avere carattere temporaneo o permanente. La lesione del NO potrà verificarsi a qualsiasi livello lungo il suo decorso: in genere il tratto interessato è quello intracanalicolare, talvolta la porzione intracranica (per frattura dei processi clinoidei anteriori o per compressione esercitata dalla plica durale falciforme). Il tratto intraorbitario è al contrario difficilmente lesionato se non direttamente, grazie all’andamento ad “S” descritto dal NO nella cavità orbitaria che gli consente un’ottima mobilità consensualmente al bulbo rendendolo meno vulnerabile allo stiramento ed in virtù della protezione offerta dal grasso orbitarlo e dal cono muscolare.
Utili:
-esami clinico oculare ed oftalmoscopico: l’esame oftalmoscopico eseguito nelle prime ore dall’evento traumatico non consente di rilevare generalmente reperti suggestivi per una lesione del NO , con fundus di aspetto normale nonostante la cecità o ipovisione del paziente; tuttavia, entro 3-4 settimane, la papilla diventa pallida e compare un quadro di atrofia ottica;
-potenziali evocati visivi (PEV): questo esame risulta essere particolarmente importante nella valutazione del paziente comatoso, specie nelle sospette forme bilaterali in cui può non essere dimostrabile un difetto pupillare afferente. I PEV sono utili a fini diagnostici e prognostici quando: non vengono registrati, nel qual caso la chance di recupero visivo è praticamente nulla; quando sono registrati in forma anomala subito dopo il trauma, per poi estinguersi a seguito dell’instaurarsi di una lesione secondaria a carico del nervo;
-studio del campo visivo: possibile solo per pazienti capaci almeno di conta dita. L’esame del campo visivo potrà rivelare deficit perimetrici classificabili in base alla gravità crescente in: lievi (meno del 25% del campo visivo), moderati (meno del 50% del campo visivo), gravi (più del 50% del campo visivo).
-OCT-HRT
Il quadro clinico dei pazienti affetti da neuropatia ottica post-traumatica è dominato dal deterioramento della funzione visiva di grado variabile fino alla cecità, la cui insorgenza temporale rispetto all’evento traumatico ha grandi implicazioni prognostico-terapeutiche. In genere la perdita del visus è istantanea al momento dell’impatto, pur essendo possibili insorgenze più tardive. Si calcola che il paziente con neuropatia ottica post-traumatica erediti successivamente una cecità permanente nel 50% dei casi.
Tale reperto diagnostico decisivo manca nel paziente comatoso o comunque con stato di shock tale da far passare in secondo piano il quadro visivo.


Un caro saluto.
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it




Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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