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Domanda di: Mente e cervello

28/06/2004 13:10:23

Lo psicoterapeuta giusto 2

Grazie per le tempestive risposte alla mia domanda. Approfitto ancora della vostra disponibilita' e cortesia.
In alternativa a Jung e alla cognitiva-comportamentale mi hanno parlato della terapia bioenergetica. Mi sembra interessante l'approccio psiche-copro. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

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Risposte:


Risposta del01/07/2004

Posso darle un parere personale, basato sull'esperienza diretta che ne ho, e su quella di colleghi.
Le terapie che prevedono il coinvolgimento del corpo sono molto importanti, e ancora si attende una sintesi ufficiale delle varie correnti. E' importante arrivare a conoscere le emozioni che sono rimaste bloccate nelle varie parti del corpo, e per alcuni aspetti la bioenergetica ha un ruolo importante in questo sommovimento. Ma altrettanto importanti, e forse di più, sono tecniche quali l'integrazione posturale (che sblocca le contratture muscolari e quindi la postura e quindi la forma mentis) attraverso il massaggio profondo e il distacco del connettivo dalle fasce muscolari; il metodo Feldenkrais, che lavora sul decondizionamento neurologico della postura; il metodo ISE, che è una sitesi (finalmente integrata) di diversi metodi; la danza terapia; il canto; tutte le forme di teatro-terapia, dalla Gestalt allo psicodramma; in alcuni casi, persino il metodo Pilates.
Ogni metodo che coinvolga il "tutto" è buono, dipende anche dall'apertura mentale del terapeuta. Non ha senso picchiare sui cuscini urlando per anni, ha senso muoversi efficacemente da quella condizione. Non ha più senso un terapeuta che riferisce la terapia solo a meccanismi di transfert e controtransfert (a parte gravissima casi) o al mito della sessualità, l'inconscio della razza umana sta rapidamente cambiando.
Perciò il consiglio che rimane è quello che le aveva dato anche la collega Locci di Roma: sperimenti e si guardi intorno fino a quando troverà ciò che è in sintonia con il suo modo di essere, tenendo presente che tutte le terapie sono come il primordiale Adamo: manca loro una costola, o qui o là, quand'anche non due o tre.
Il cammino di vera consapevolezza non passa attraverso l'innamoramento verso una scuola di pensiero o un'altra, ma attraverso molteplici esperienze, di cui solo lei sarà in grado di fare una sintesi. Si fermi in ogni luogo giusto, e non abbia timore di cambiare (che non significa scappare quando ci si trova di fronte a ostacoli) quando ciò che fa non basta più.
Non consegni ad alcun terapeuta la responsabilità di decidere cosa è bene e cosa è male. Si fidi ma, come per tutte le situazioni, stia sempre instancabilmente consapevole.
"Se incontri il Buddha per strada, uccidilo".
Ne riparliamo tra 10 anni. Auguri!

Dott.ssa Giulia Maria D'Ambrosio
Specialista attività privata
MILANO (MI)



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