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Domanda di: Mente e cervello

29/11/2005 11:24:44

Lutto e amore

Salve, sono una ragazza di 25 anni che ultimamente sta vivendo una situazione molto difficile. Tre anni fa mi sono trasferita per amore a 600 km da casa. La mia compagna, che ha 30 anni, ha perso il padre nell'ottobre 2004. Lui aveva avuto una crisi cardiaca dopo un mese di ospedale e praticamente le è morto sotto gli occhi e con molta sofferenza. Aveva 67 anni.
In seguito lei era naturalemente molto depressa, non voleva più uscire, ha smesso di vedere gli amici, non rideva più, ma capendo la situazione ho cercato di starle vicino come meglio potevo e darle il tempo di cui necessitava per recuperare. Senonchè, a dicembre 2004, mia nonna si è ammalata di cancro. Quando ho potuto, sono andata a trovarla, ma non quanto avrei voluto, vista la distanza. Verso aprile 2005, a me e alla mia compagna hanno diagnosticato la TBC e quindi entrambe siamo state ricoverate per circa un mese (la mia compagna era molto grave, io no). Mentre eravamo in isolamento, mia nonna purtroppo è morta. Io mi ero preparata a questo lutto e dopo un periodo di stordimento sono arrivata ad accettare la perdita, nonostante il profondo attaccamento verso mia nonna. La mia compagna dice che l'ho colpevolizzata del fatto di non aver potuto vedere mia nonna prima che morisse a causa della malattia che lei mi ha trasmesso. In realtà, non è così, perchè nel mio dolore quello che ho detto è stato sempre:'Non ho potuto starti vicino, nonna, non ho potuto'. La mia compagna ha creduto che l'accusassi anche di questo invece, mentre è una cosa che non ho mai nemmeno pensato. è successo e basta.

Il nostro rapporto fino a prima della morte di suo padre era stato molto stabile, ma poi da parte sua è cambiato tutto e ultimamente mi ha detto che non sa più cosa sente per me e che ha 'il cuore freddo'. Mi ha chiesto di aspettare del tempo e io, che ho superato tutte queste avversità con molta forza e cercando di non disperarmi, mi ritrovo a stare malissimo. Mi sarei aspettata tutto, ma non che lei smettesse di amarmi. Mi rinfaccia di non aver mai accettato la sua casa e i suoi amici, ma quando le dico 'se pensi che io sia un simile mostro allora lasciami!', non si risolve a prendere una decisione, sta male e se me ne vado di casa arrabbiata, mi chiama dopo 5 minuti. Ho sbagliato molto con lei, perchè siamo di carattere molto diverso e proveniamo da due ambienti completamente diversi (io la città del nord, lei il paesino del centro, io gli studi in giro per il mondo, lei l'attività al paese, io riservatissima, lei amicona di tutti). Sono molto provata dalla situazione, non riesco più ad avere pazienza, soprattutto considerati i suoi dubbi, che poi ho scoperto andavano avanti da mesi (e lei non me ne ha mai parlato finchè non l'ho messa con le spalle al muro). Inoltre, fisicamente sta ancora molto male, perchè continuiamo a prendere le medicine x la TBC, e non ha nessuna voglia di vedere nessuno, lei che per gli amici si è sempre fatta in quattro.

In questo momento, sento di aver bisogno del parere di una persona competente, come di certo sarà chi mi risponde tra voi. Una mia amica dice che la mia compagna non ha elaborato il lutto e perciò ora è così in difficoltà e mi consiglia di aspettare fino a Pasqua senza domandarle più nulla nè stressarla. Mia madre mi ha consigliato di prendermi una camera in affitto e aspettare fino a Natale.
Io sono innamorata e mi sento il terreno franare sotto i piedi. Non capisco più se devo rimanere accanto alla mia compagna, perchè questo è un momento (ma in questo caso pago un prezzo altissimo in termini di sofferenza, perchè vengo rifiutata da lei da mesi). Oppure devo allontanarmi da lei (anche questo per me è un prezzo altissimo, perchè la amo davvero)? Un consiglio da voi sarebbe molto ben accetto. La mia mail è manuela@infomedix.it e mi chiamo Manuela. Grazie mille.

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Risposte:


Risposta del02/12/2005

Spesso la vita di coppia viene messa a dura prova dalle vicende della vita che portano dolore e destabilizzano.
E' proprio in questi momenti che si capisce se la coppia ha sue risorse oppure no.
Probabilmente la sua compagna ha una Depressione non riconosciuta riconducibile ad aspetti della personalità e anche alle cure per la tbc.
Perchè non suggerirle di farsi seguire da uno specialista?
Per quanto riguarda l'elaborazione del lutto, a volte non si è proprio in grado di farla da soli, quando cioè vi è una personalità già depressa.
In questi casi il tempo non fa affatto da medico, come si suol dire, ma rende cronica una situazione penosa.
In quanto a lei, le consiglio di stare vicina alla sua compagna, ma facendole anche capire che questa situazione deve trovare una soluzione. E che per trovare una soluzione deve assolutamente rivolgersi ad uno specialista in grado di inquadrare il problema e valutare sia l'eventuale opportunità di farmaci, sia l'eventuale opportunità di una psicoterapia analitica.

Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)


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