L'esperto risponde

Domanda di: Occhio

15/02/2012 14:10:13

Macchia nel visus dell'occhio sinistro

Gentile Dottore,
mi rivolgo a voi per avere un parere su un problema che mi affligge ormai da una settimana. Ecco i fatti: domenica 5 febbraio avverto nell'occhio sinistro un bagliore, simile a quello di un flash, che si fa evidente nel guardare superfici chiare. Non do molta importanza al fatto, visto che, soffrendo di mosche volanti, ne ho avuti di frequente in passato, scomparsi nel giro di minuti o di qualche ora. L'ultima visita era stata effettuata il 20 gennaio, e non aveva rivelato nessun problema. Fatto sta che il bagliore, seppure ridimensionato, resta stabile: non lo vedo in condizione di luce uniforme, ma nel passaggio dalla luce al buio lo vedo in positivo (come un flash fotografico), passando dal buio alla luce, in negativo (come il residuo di un flash fotografico). In condizione di scarsa luminosità non lo vedo. Contro il cielo o fonti molto luminose è bianco. si trova le quadrante nasale superiore, e restando ad occhi aperti scompare, ma si ripresenta (se guardo verso una superficie chiara) al primo ammiccamento. Allarmatissimo, il mercoledì contatto il mio oculista, che non è disponibile. Mi reco quindi presso una struttura specializzata, dove vengo visitato da due oculisti: mi viene effettuato l'esame del campo visivo, che risulta normale, ed entrambi ispezionano il fondo oculare alla ricerca di sofferenze retiniche: nulla. Entrambi, con sicurezza, escludono un danneggiamento della retina, e non vedono nemmeno una trazione vitreale in atto. La dottoressa mi chiede se ho fatto sforzi di recente: mi sovviene che il sabato prima, dopo un brusco attacco di tosse, avevo visto per qualche secondo dei lampi bianchi saettanti in entrambi gli occhi. La dottoressa ipotizza che si tratti di un post-immagine lasciato forse da una trazione vitreale causata dal colpo di tosse. Mi dicono di attendere, scomparirà da solo, ma siamo ormai a 7 giorni dalla visita e continuo a vederlo. Qual è il suo parere?
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Risposte:

Risposta del19/02/2012

Il fosfene è un fenomeno ottico che dà la sensazione di vedere lampi di luce, scie colorate o scintille anche quando si hanno gli occhi chiusi e nessuno stimolo luminoso arriva al cervello. Si manifesta quando ci si strofina gli occhi o quando li si strizza molto forte e più intensa è la stimolazione, più fosfeni si vedono.

I fosfenii sono un fenomeno entopico: la loro origine è interna all'occhio stesso. Ma da cosa sono provocati? I fosfeni sono frutto di un inganno attuato dalla retina ai danni del cervello. Strofinando gli occhi si esercita un'azione meccanica sulla retina: i fotorecettori, stimolati da questa pressione, inviano al cervello un segnale del tutto analogo a quello luminoso e in questo modo lo inducono a credere di vedere lampi colorati e puntini scintillanti.
Ma i fosfeni possono essere generati anche in altri modi: per esempio tramite stimolazione elttettromagnetica (fissare una fonte di luce molto intensa senza protezioni può causare i fosfeni, ma non fatelo: potreste danneggiare seriamente gli occhi), droghe (i fosfeni non vanno però confusi con le alluncinazioni da stupefacente, la cui origine è da ricercare nel cervello: per saperne di più clicca qui), esposizione a radiazioni. Ma a volte possono essere sufficienti una forte emicrania o un raffreddore, che creando un aumento di pressione all'interno dell'occhio possono generaree questo tipo di disturbo.
Attenzione: in alcuni casi i fosfeni possono essere sintomo di patologie come il
DISTACCO DI RETINA
o del vitreo.
CORPI MOBILI VITREALI


Studio americano tenterà di approfondire il fenomeno delle stelle negli occhi


L'espressione “vedere le stelle” potrebbe essere assumere una valenza positiva. Un team di scienziati statunitensi del prestigioso Massachusetts Institute of Technology sta per affrontare il curioso fenomeno fisiologico del fosfene, ovvero la comparsa di punti luminosi a forma di stelle quando ci capita di alzarci troppo velocemente.
In questi casi, l'improvviso flusso di sangue alla testa attiva involontariamente quelle zone del cervello che sottintendono all'elaborazione delle informazioni visive, provocando così la comparsa dei fosfeni, anche se abbiamo gli occhi chiusi. Dal momento che si tratta di un meccanismo indipendente dalla capacità visiva, si verifica anche nei ciechi. Tuttavia, i ricercatori, che hanno anticipato il loro studio sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sono convinti che la comprensione esatta del fenomeno possa costituire una buona base di partenza per la cura della cecità.
Il ricercatore capo Peter Schiller e la sua équipe hanno effettuato una prima sperimentazione su alcune scimmie, verificando sia la dimensione sia la colorazione dei fosfeni, che possono assumere contorni blu, rosa, verde e giallo: “vogliamo capire come funziona questo fenomeno per aiutare i non vedenti", ha rivelato Schiller. Una possibilità concreta secondo i ricercatori del Mit, che fanno leva sul fatto che in molti casi le persone cieche hanno soltanto perso la funzionalità degli occhi, ma conservano un cervello integro.
I fosfeni fanno parte dei cosiddetti fenomeni entoptici, ovvero percezioni visive che si generano all'interno del globo oculare. Il fenomeno è scatenato a volte anche dalla visione di punti estremamente luminosi, come ad esempio il sole, che impressionano la retina. A volte tuttavia può indicare l'inizio di un distacco della retina o del vitreo.

Prof. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Oftalmologia
Pisa (PI)





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