L'esperto risponde
Domanda di: Infanzia
08/09/2004 11:55:40
Ringraziandovi per la gentile collaborazione distinti saluti
Mal di testa frequenti e sinusite
Mio figlio alla fine del secondo anno scolatico era sempre stanco si lamentava continuamente di avere mal di testa,bastava che mettesse la testa sotto l'acqua e gli passava,all'inizio si pensava che fosse la stanchezza,la scuola che non era piu' un gioco,visto che lui prende tutto seriamente.durante l'estate continuava a lamentarsi,ne parlai con il mio dottore,mi disse che era il caldo.quando torna a scuola a settembre sembrava migliorato,invece mi chiamano le sue unsegnanti dicendomi che accusava continuamente mal di testa era stanco svogliato gli cadevano le cose dalle mani e spesso non ricordava cosa stesse dicendo o facendo,li mi sono allarmata,l'ho portato all'ospedale Bambin Gesu'di Roma dove dopo aver effettuato delle lastre al cranio un risonanza magnetica visita neurologica analisi ,il risultato era di una forte infiammazione al livello paranasale ossia una semplice sinusite da caldo,visto che quando e' freddo sta benissimo.abbiamo provato con l'aerosol,nessun moglioramento,adesso vorrei provare a fargli fare le inalazioni alle terme.vorrei sapere se ci sono cure specifiche.Ringraziandovi per la gentile collaborazione distinti saluti
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Risposte:
Risposta del03/10/2004
La sinusite è un’infiammazione acuta, subacuta o cronica, purulenta, di una o più cavità paranasali. Queste cavità prendono il nome di seni (etmoidale, mascellare, frontale e sfenoidale). Le infezioni di queste cavità sono, nei bambini, molto frequenti, derivano dalle comuni infezioni virali e batteriche delle alte vie aeree. Circa il 2,5% delle infezioni delle alte vie respiratorie si complicano con la sinusite. Sempre più spesso alla base vi è l'allergia che è causa di uno stato infiammatorio cronico sul quale più facilmente può insorgere la sinusite.
Tra mucosa nasale e mucosa dei seni paranasali vi è continuità e, la "ripulitura delle cavità", a volte avviene in modo difficoltoso. Le secrezioni che si formano all’interno dei seni non riescono ad uscire completamente attraverso il piccolo foro che diventa ancor più ristretto quando, durante l’infiammazione, la mucosa che lo riveste si gonfia.
Rinorrea con pus (cioè emissione dal naso di materiale giallo-verdastro) che perdura oltre 10 – 12 giorni continuativamente (oltre il 75% dei bambini affetti presenta questo sintomo);
Dolore o fastidio o senso di ovattamento riferito alle orecchie (presente nel 65 – 70% degli ammalati)
Tosse persistente, diurna (all’incirca nel 50 % dei bambini)
Febbre o febbricola (nel 20% circa dei casi)
Cefalea presente in una percentuale bassa (circa il 15 % degli affetti), diversamente da quanto avviene nell’adulto.
Il seno etmoidale è il primo a pneumatizzarsi (riempirsi di aria) 3-4 anni, poi seguono i seni mascellari (in età scolare), infine i seni frontali e sfenoidale (in età puberale) le sinusiti sono diverse per sede e sintomi per le diverse età. La diagnosi si fa mettendo in evidenza la colata mucopurulenta sul pavimento nasale oppure sulla parete posteriore della gola, e valutando il quadro dei sintomi. La radiografia non è quasi mai strettamente necessaria per porre diagnosi di sinusite: di regola è sufficiente la visita e la corretta valutazione dei segni e dei sintomi. La terapia si fonda sull’uso di antibiotici (di regola per un periodo minimo di 10 giorni e medio di 14 giorni) e sull’uso eventuale di farmaci antiinfiammatori locali per permettere una riduzione dell’infiammazione dei seni interessati e dei loro forellini per consentire una fuoriuscita delle secrezioni.
Nelle forme più complesse non ci si deve limitare alla cura dell’episodio ma si deve approfondire la diagnosi con opportuni accertamenti in ordine a possibili concomitanti patologie: allergie, aumento di volume delle adenoidi, deviazione del setto nasale.
Cordialmente.
Dott. Silverio Gaetano Giambra
Pediatra convenzionato
La sinusite è un’infiammazione acuta, subacuta o cronica, purulenta, di una o più cavità paranasali. Queste cavità prendono il nome di seni (etmoidale, mascellare, frontale e sfenoidale). Le infezioni di queste cavità sono, nei bambini, molto frequenti, derivano dalle comuni infezioni virali e batteriche delle alte vie aeree. Circa il 2,5% delle infezioni delle alte vie respiratorie si complicano con la sinusite. Sempre più spesso alla base vi è l'allergia che è causa di uno stato infiammatorio cronico sul quale più facilmente può insorgere la sinusite.
Tra mucosa nasale e mucosa dei seni paranasali vi è continuità e, la "ripulitura delle cavità", a volte avviene in modo difficoltoso. Le secrezioni che si formano all’interno dei seni non riescono ad uscire completamente attraverso il piccolo foro che diventa ancor più ristretto quando, durante l’infiammazione, la mucosa che lo riveste si gonfia.
Rinorrea con pus (cioè emissione dal naso di materiale giallo-verdastro) che perdura oltre 10 – 12 giorni continuativamente (oltre il 75% dei bambini affetti presenta questo sintomo);
Dolore o fastidio o senso di ovattamento riferito alle orecchie (presente nel 65 – 70% degli ammalati)
Tosse persistente, diurna (all’incirca nel 50 % dei bambini)
Febbre o febbricola (nel 20% circa dei casi)
Cefalea presente in una percentuale bassa (circa il 15 % degli affetti), diversamente da quanto avviene nell’adulto.
Il seno etmoidale è il primo a pneumatizzarsi (riempirsi di aria) 3-4 anni, poi seguono i seni mascellari (in età scolare), infine i seni frontali e sfenoidale (in età puberale) le sinusiti sono diverse per sede e sintomi per le diverse età. La diagnosi si fa mettendo in evidenza la colata mucopurulenta sul pavimento nasale oppure sulla parete posteriore della gola, e valutando il quadro dei sintomi. La radiografia non è quasi mai strettamente necessaria per porre diagnosi di sinusite: di regola è sufficiente la visita e la corretta valutazione dei segni e dei sintomi. La terapia si fonda sull’uso di antibiotici (di regola per un periodo minimo di 10 giorni e medio di 14 giorni) e sull’uso eventuale di farmaci antiinfiammatori locali per permettere una riduzione dell’infiammazione dei seni interessati e dei loro forellini per consentire una fuoriuscita delle secrezioni.
Nelle forme più complesse non ci si deve limitare alla cura dell’episodio ma si deve approfondire la diagnosi con opportuni accertamenti in ordine a possibili concomitanti patologie: allergie, aumento di volume delle adenoidi, deviazione del setto nasale.
Cordialmente.
Dott. Silverio Gaetano Giambra
Pediatra convenzionato
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