07 aprile 2011
Microcalcificazioni al seno
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28 marzo 2011
Microcalcificazioni al seno
Gent. Mo Dott.Ho 68 anni e mi sono sempre sottoposta regolarmente agli esami senologici di controllo, dato che mia madre ha subito un intervento di mastectomia per carcinoma mammario all’età di 55 anni.
Il 28 aprile 2009 nel referto mammografico il radiologo segnala nei piani superficiali del quadrante supero esterno di una mammella:
“focolaio di tenui calcificazioni in area di circa 9 mm, riconoscibili nell’indagine meno recente (2003), rispetto alla quale, stante la risoluzione digitale sono più evidenti”
Ad un successivo controllo a distanza di 6 mesi, vengono confermate:
“sostanzialmente immodificate le numerose piccole calcificazioni raggruppate in un’area di poco inferiore al cm”.
e viene consigliato un esame senologico a distanza di un anno.
Ho eseguito il controllo a distanza di un anno e quattro mesi e il referto radiologico dice:
“nel quadrante supero esterno, nei piani superficiali, focolaio di tenui calcificazioni, in area di circa 1 cm. Sono un po’ più evidenti rispetto alle indagini precedenti con comparsa di delicate calcificazioni a morfologia duttale. ”
E conclude:
“ microcalcificazione da tipizzare con prelievo microistologico sotto guida mammografia (Mammotome)”.
Mi sono documentata su questo esame che mi sembra abbastanza invasivo, perciò vorrei chiedere:
1) se ritiene che nel mio caso possa essere proprio necessario questo Mammotome o se potrei scegliere in alternativa, con una certa tranquillità, di sottopormi ad un altro controllo mammografico tra 6-8 mesi.
2) L’indagine con mammotome può comportare inconvenienti? In caso di referto istologico negativo, questo tipo di indagine potrà dare qualche conseguenza nel tempo? Sarà poi necessario ripetere l’esame?
Come può capire sono molto preoccupata, ma in ogni caso non vorrei fare scelte sbagliate.
Rimango in attesa di una sua risposta e la ringrazio anticipatamente.
Distinti saluti
Ornella
Risposta del 07 aprile 2011
Risposta a cura di:
Dott. SILVIO ANTONIO MARINO
Gentile signora Ornella, le microcalcificazioni al seno sono un tipico reperto mammografico molto importante perchè in alcuni casi, e con determinate caratteristiche, possono essere il primo e precocissimo segnale di una eventuale trasformazione tumorale delle cellule ubicate in prossimità delle calcificazioni stesse, prima ancora che compaia un nodulo vero è proprio. Senza dubbio la stabilità nel tempo delle calcificazioni ai vari controlli è da considerarsi un segno di benignità, ma di fronte anche al minimo dubbio è indicato procedere ad un accertamento bioptico per non vanificare la grandissima opportunità che eventualmente si è presentata di fare una diagnosi precoce di tumore al seno. Tra le varie tecniche di biopsia, oggi il mammotome triova la sua principale applicazione proprio in caso di microcalcificazioni.
Per rispondere alle sue domande direi di sottopormi al prelievo bioptico senza esitazioni; gli eventuali inconvenienti possono essere quelli legati ad un piccolo intervento chirurgico (ematomi, ev. infezioni). Successivamente ad un esame istologico negativo sarà sufficiente continuare ad effettuare regolarmente i suoi controlli senologici, mentre in caso di referto dubbio o positivo si provvederà ad intervenire per via chirurgica classica per asportare totalmente la lesione.
In ogni caso tenga conto che questo è lo stadio in cui vorremmo sempre fare diagnosi di tumore al seno poichè è quello che si traduce in pressocchè sicura guarigione.
Saluti.
Dott. Silvio Antonio Marino
Casa di cura convenzionata
Specialista attività privata
Specialista in Ginecologia e ostetricia
Bologna (BO)

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