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Domanda di: Mente e cervello

04/05/2005 14:50:43

Mielopatia

Ho 56 anni, da almeno 30 soffro di Artrosi in maniera
generalizzata su tutto l'apparato scheletrico.
A metà del mese di novembre scorso sono stato operato al Besta di Milano al tratto cervicale con fissazione con 3 cage Scient'x PCB" e pasta d'osso in quanto tra C3 e C6 risultavano alcune ernie, osteofiti ed una sofferenza midollare (alterazione del segnale intramidollare tra C5 e C6).
I disturbi che lamentavo da circa un anno prima dell'intervento(aumentati nell'autunno scorso): disturbo nella camminata, pesantezza e rigidità dalle anche in giù (più marcata sulla gamba destra con senso di gonfiore al piede destro)stanchezza generalizzata e lieve senzazione di mancanza d'equilibrio, sono rimasti anche dopo 5 mesi dall'intervento, anche se si presentano giornalmente più o meno accentuati .
Avevo fatto presente al Neurochirurgo, verso la fine di dicembre, tali senzazioni ma mi è stato riferito che rientrano nella norma; "che ci vuole tempo, molta attività fisica per poter beneficiare di un eventuale riduzione dei sintomi" .
Una radiografia cervicale fatta a dicembre non segnalava anomalie, e visite neurologiche recenti non evidenziavano deficienze di rilievo.
Ritiene che ci siano terapie specifiche che possano dare dei risultati positivi?
Ringrazio anticipatamente e cordialmente saluto.


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Risposte:


Risposta del07/05/2005

I suoi disturbi dipendono da una sofferenza midollare evidenziata alla RNM prima dell'intervento, necessario per prevenire ulteriori aggravamenti anche molto seri. Se tali disturbi non sono del tutto regrediti il motivo è che, da quanto mi sembra di capire, essi sono iniziati e progrediti nell'anno precedente al momento in cui è stato operato. In questi casi di Artrosi cervicale, complicata da un quadro detto di spondilodisco Artrosi , in cui tali anomalie creano compressione sul midollo cervicale, i migliori risultati funzionali si hanno se l'intervento chirurgico viene eseguito il più precocemente possibile.
Il midollo spinale, a differenza del cervello, per motivi filogenetici, è più sensibile agli eventi traumatici con scarso ripristino della sua funzione una volta compromessa.
Nel Suo caso un miglioramento potrà verificarsi nel tempo con l'aiuto di cicli di Fisiochinesiterapia e, come Le hanno suggerito, anche di attività fisica spontanea.
Poichè Lei però accenna a un problema Artrosi co su tutto l'apparato scheletrico, se non è stato fatto, consiglierei uno studio TAC ed NMR anche della colonna dorsale e lombosacrale al fine di escludere una concomitante e analoga patologia in tali sedi.
Spero di averLe risposto come desiderava. Se lo ritiene opportuno, mi faccia sapere
Cordialmente

Dott. Giovanni Migliaccio
Medico Ospedaliero
Specialista in Neurochirurgia
MILANO (MI)


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