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Domanda di: Mente e cervello

08/09/2006 18:10:41

Necessito del vostro aiuto ...

Buongiorno,

Sono un porfessionista con circa 11 anni di esperienza lavorativa sulle spalle (passate tra l'ITALIA ed in giro per il mondo).

Il mio lavoro mi porta a passare molte ore da solo insieme a macchine e computers.

Da circa 8 anni sono spostaso e, malgrado alcuni piccoli problemi, posso dire di esserlo felicemente.

Ultimamente, ho avuto un problema sul mio posto di lavoro che mi ha mandato completamente in tilt.

Un cliente per cui ho lavorato (come consulente esterno) sembra si sia lamentato per 'miei problemi caratteriali' mentre ha apprezato (e molto) la parte professionale.

A mia memoria, con questo cliente, non c'e' stato alcun problema e neppure uno screzio e nulla mi faceva pensare ad una conclusione di questo tipo (i rapporti erano sempre basati su reciproco rispetto e cordialita').

Questa cosa si e' ripercossa pesantemente sul mio lavoro e sulla mia vita (anche familiare) e sono giorni che non penso ad altro.

Ho raccontato la cosa a mia moglie e lei ha tenuto a precisare che 'capisce perfettamente queste persone' in quanto:

1. risulterei essere assai pesante da sopportare,
2. se dal punto di vista professionale non ho nulla da invidiare alla maggioranza, dal punto di vista delle relazioni sociali, invece, risulto assai negativo (lei mi ha fatto notare quantosegue: tendo a legare molto poco con le persone, ho poche amicizie, le persone non mi cercano mai, risulto generalmente antipatico, credo sempre di essere il numero uno, apro la bocca senza pensare ed analizzare gli effetti che ai possibili danni che posso provocare sugli altri).

Ho analizzato le cose per come sono andate (dal mio punto di vista), ho fatto diverse ipotesi ... ma non mi riesce di trovare nulla, ma proprio nulla, che possano giustificare una conclusione cosi amara.

Nel frattempo mia moglie mi sta suggerendo di separare le nostre vite per un po' (ad esempio andando a lavorare all'estero) in modo che io possa lavorare su me stesso e possa correggere questi evidenti errori di 'crescita'.

Per cortesia mi potete suggerire quale tipo di approccio possa seguire per uscire da questo brutto tunnel ?

Grazie. g.

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Risposte:


Risposta del11/09/2006

Lei solleva un grande problema e molto serio: quanto conta la percezione individuale e quanto invece si deve considerare la percezione degli altri. Capita, come nel suo caso, che vi sia una notevole differenza tra quanto percepisce lei e quanto percepiscono gli altri. Chi ha ragione? In realtà non c'è una ragione matematica, ma solo la possibilità di capire cosa accade.
Evidentemente i suoi parametri di giuizio sono diversi da quelli del cliente o di sua moglie.
Non so se l'allontanamento sia una buona soluzione. Infatti il problema lei se lo porta dentro e non è certo andando all'estero che lo risolve. Cerchi un bravo psicoterapeuta in grado di fare un inquadramento del problema nel suo insieme e di valutare se non vi siano aspetti depressivi e ossessivi.
Probabilmente con una buona psicoterapia, e forse anche con l'aiuto almeno iniziale di farmaci, lei potrà risolvere tutto.


Dott.ssa M.Adelaide Baldo
Specialista attività privata
Specialista in Psicologia
BRESCIA (BS)


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