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Domanda di: Occhio

29/09/2008 20:29:15

Neurite ottica e miodesopsie RISPONDA LA PREGO

G.le dottore

ad agosto ho avuto una neurite ottica,dpo averla per mia colpa trascurata per un mese pensando si trattasse di nulla di grave, mi sono recata dall'oculista solo a inizio settembre,ho iniziato una cura di cortisone,prima in flebo poi punture e pillole.

il senso di pesantezza all'occhio sx è passato cosi come è passato l'offuscamento e l'appannamento ke constatavo...
.Ma adesso continuo a vedere questi filamenti trapsparenti davanti agli occhi intervallati da puntini neri davvero fastidiosi per me che ho solo 21 anni e mi stanno condizionando la vita..

Vorrei sapere da cosa dipendono e come posso farli sparire??

Cordiali Saluti

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Risposte:


Risposta del02/10/2008

Carissima,
le miodesopsie sono irreversibili!
Possibili cure delle miodesopsie
– Esistono sostanzialmente due tipi di terapia per la cura delle miodesopsie: le terapie farmacologiche e quelle non farmacologiche.

Farmacologiche. Esistono numerose soluzioni in commercio, ma la loro efficacia non è sempre valida, tra le più note citiamo colliri speciali del tipo anti-catarattico, contenenti sostanze a base di iodio che dovrebbero accelerare il processo metabolico, favorendo la guarigione della zona colpita e altre sostanze minerali e vitaminiche con azione antiossidante, che dovrebbero dunque frenare l'intervento dei radicali liberi. Esistono poi alcuni integratori (sotto forma di pastiglie o di capsule) caratterizzati dalla presenza di antiossidanti e altri integratori che agiscono invece sull'idratazione del vitreo. Secondo alcuni l'utilizzo combinato di integratori vitaminici e minerali specifici per l'occhio, associati a preparati a base di mirtillo nero (utile per la circolazione della retina) e pectina di mela darebbe qualche frutto dopo molti mesi di assunzione; probabilmente si tratta di un classico caso di effetto tempo.
Non farmacologiche. Negli ultimi anni ha preso sempre più piede l'utilizzo del laser per eliminare le mosche volanti, sperimentato sin dal 1985, tramite l'incisione delle membrane vitreali. La tecnica non può tuttavia essere definita risolutiva e la sua efficacia varia a seconda del grado di gravità dell'opacità del vitreo. Nonostante alcuni propongano il suo utilizzo, il laser è osteggiato dalla maggior parte degli oculisti per l'eccessiva pericolosità della vitreolisi. Un'altra possibile soluzione è la vitreolisi enzimatica, una forma di approccio all'umor vitreo meno traumatica e invasiva del metodo chirurgico. Essa consiste nello scioglimento del vitreo tramite l'impiego di specifici enzimi (ialuronidasi, condroitinasi e plasmino) che agiscono chimicamente sui costituenti vitreali. Per quanto promettente, anche questa tecnica deve essere adeguatamente studiata per evitare possibili rischi ad altre strutture dell'occhio come la retina, il cristallino o il nervo ottico.
Quella chirurgica, ovvero la vitrectomia:
L'asportazione chirurgica del vitreo (vitrectomia) è in grado di eliminare le miodesopsie ma questa procedura è sicuramente sproporzionata, non solo per i rischi che essa comporta, ma anche perché appare ingiustificato privare per sempre l'occhio delle funzioni del vitreo per curare questa patologia.



Un caro saluto.
siravo@supereva.it
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http://www.beepworld.it/members/drsiravoduilio/
http://siravoduilio.it.gg


Dott. Duilio Siravo
Specialista attività privata
Specialista in Oftalmologia
PISA (PI)


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