CittadinanzAttiva, il Pronto Soccorso diventa multilingue

31 gennaio 2011
Focus

CittadinanzAttiva, il Pronto Soccorso diventa multilingue





Un volontario che accompagni gli immigrati in ospedale, traduca in italiano e faccia valere i diritti di cura e assistenza, anche per quelli non regolari. Un numero verde multilingue come tramite tra il paziente e il medico o un libro illustrato grazie al quale si possono capire i sintomi del malato, anche se si parlano lingue diverse. Questi alcuni esempi di "buone pratiche", progetti intelligenti, a basso costo o addirittura a costo zero che ospedali e Asl italiane hanno realizzato per andare incontro alla domanda di assistenza degli immigrati. CittadinanzAttiva-Tribunale dei Diritti del Malato ha raccolto questi progetti e li ha pubblicati online, in modo che siano fruibili e, possibilmente, ripetibili da tutti.

Gli immigrati sono il 7% della popolazione, circa 5 milioni di individui. Una realtà che non si può ignorare e che, secondo la Caritas, ha invertito la tendenza del calo delle nascite: oggi 1 bambino su 5 che nasce in Italia è figlio di genitori stranieri. «I reparti dove è più forte la loro presenza» afferma Camillo Rigotti, responsabile aziendale del rischio clinico della Ulss 13 del Veneto «sono l'ostetricia, la ginecologia, la traumatologia e l'ortopedia». Le donne straniere fanno più figli rispetto alle italiane e arrivano al parto più giovani ma non riuscendo ad accedere alle cure in tempo, spesso le loro gravidanze sono più complicate. «E poi ci sono gli infortuni sul lavoro» aggiunge Rigotti «che riguardano soprattutto gli uomini, in larga parte manovali o operai». La lingua è il primo ostacolo per un immigrato che accede a un Pronto Soccorso. Non si riescono a spiegare i sintomi, non si trovano le parole per raccontare perché si è finiti in ospedale. Ad Ascoli Piceno, all'ospedale Madonna del Soccorso già dal 2005, usano una scheda di accettazione multilingue. La usano ancora oggi, dopo che nel 2009 è stato aperto l'ufficio di mediazione culturale. L'Azienda Ulss 13 di Mirano, in provincia di Venezia, ha messo a punto, al costo di 7.500 euro all'anno, un pronto soccorso telefonico multilingue. È un numero verde gratuito al quale risponde, 24 ore su 24, un operatore madrelingua che capisce la necessità del paziente e contatta il medico. Da una conversazione a tre si delinea un percorso di cura corretto. E quando le parole non bastano, a Roma, al Pronto Soccorso del Policlinico Tor Vergata c'é un manuale multilingue con immagini da sottoporre al paziente affinché indichi i sintomi del suo malessere. Se il problema è la mancanza di un mezzo per arrivare in ospedale, l'Asl di Mantova, con un gruppo di volontari, organizza spostamenti per utenti in difficoltà, tra cui gli immigrati. Il costo dell'operazione? Il rimborso della benzina ai volontari.


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