Nuovi dubbi sull'aspartame. Se ne occuperà l'Efsa

31 gennaio 2011
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Nuovi dubbi sull'aspartame. Se ne occuperà l'Efsa





Un nuovo studio dell'Istituto Ramazzini di Bologna ribadisce la tesi di una possibile cancerogenicità dell'aspartame e il dolcificante artificiale diventa oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata alla Commissione europea. E l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) dovrà occuparsi di valutarne la sicurezza, dopo che si era già espressa a favore dell'aspartame con due pareri, nel 2006 e nel 2009. «Il risultato dello studio» spiega il professor Paolo Stacchini, responsabile del reparto sicurezza chimica nelle filiere alimentari dell'Istituto superiore di sanità (Iss) «non è una novità in assoluto. Non troppo tempo fa diverse ricerche, sempre dell'Istituto Ramazzini, condotte su animali in laboratorio, avevano rilevato evidenze di cancerogenicità in alcuni casi». Il gruppo Additivi dell'Authority aveva verificato l'attendibilità delle ricerche, concludendo che «non si evidenziavano problemi tali da dover rivedere l'attuale impiego dell'aspartame» e il Joint expert committee on food additives (Jecfa) di Fao/Oms, organismo omologo al gruppo Additivi era giunto ad analoghe conclusioni. A tranquillizzare sulla sicurezza dell'aspartame anche Assobibe, l'Associazione dei produttori italiani di bevande analcoliche, che afferma «l'aspartame è un ingrediente alimentare tra i più controllati tra quelli oggi in uso, approvato da più di 100 agenzie di regolamentazione in tutto il mondo, utilizzato in più di 100 paesi, da più di 30 anni per circa 6000 alimenti e bevande».


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