Antidolorifici, a ciascuno il suo

07 settembre 2011
Focus

Antidolorifici, a ciascuno il suo



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Il carnet di antidolorifici a disposizione dei pazienti è ampio, ma non sono tutti uguali, i principi attivi sono differenti e hanno diversi effetti indesiderati. Ora una revisione Cochrane valuta gli effetti dei diversi antidolorifici, segnalando quelli per i quali le prove di efficacia sono scarse o inesistenti. Uno strumento utile sia per i medici sia per i pazienti per decidere quali utilizzare.


Il dolore acuto si manifesta quando il tessuto è danneggiato da una ferita o in seguito a un intervento chirurgico a causa dell'infiammazione dei tessuti. La somministrazione di un antidolorifico è una componente importante per il benessere del paziente e per favorirne la guarigione. Andrew Moore e i colleghi dell'Unità di Ricerca sul Dolore dell'Università di Oxford hanno analizzato i risultati di 35 revisioni Cochrane che valutano gli effetti di diversi antidolorifici utilizzati per il trattamento del dolore post operatorio. «Il nostro obiettivo era quello di aggregare tutte le informazioni disponibili per cercare di capire quali farmaci siano i più efficaci e sicuri» afferma Moore. Il primo risultato importante di questa revisione è che non esiste un farmaco efficace su tutti i pazienti. «Se il primo antidolorifico non sembra funzionare, il medico dovrebbe cercare un farmaco alternativo verificando se è efficace. Fortunatamente abbiamo a disposizione molteplici opzioni terapeutiche, molte delle quali certamente efficaci». I risultati variano parecchio in base al tipo di antidolorifico in studio.

Oltre il 70% dei pazienti con dolore moderato o acuto trae sollievo dal dolore grazie a una singola dose di 120 mg di etoricoxib o dalla combinazione di 500 mg di paracetamolo e 200 mg di ibuprofene. Il 35% trae beneficio da 1.000 mg di aspirina e 600 mg di paracetamolo, somministrati singolarmente, mentre solo il 14% di pazienti riceve sollievo dalla codeina. La durata dell'effetto varia da 2 a 20 ore a seconda della formulazione somministrata. «La conclusione che si può trarre da questi risultati è che il trattamento del dolore acuto deve sempre più basarsi su scelte informate dalle prove di efficacia. Per 46 differenti combinazioni di farmaci e dosi esistono solide evidenze scientifiche, mentre altri antidolorifici non andrebbero del tutto utilizzati in pazienti con dolore acuto» conclude Moore.

Marco Malagutti


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