Ora solare: si dorme di più, l’umore se ne giova meno

26 ottobre 2011
Focus

Ora solare: si dorme di più, l'umore se ne giova meno



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Nella notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre le lancette si spostano indietro di un'ora per il passaggio all'ora solare. Si recupererà così l'ora di sonno "persa" in primavera con il cambio all'ora legale, ma il nostro organismo molto probabilmente incontrerà qualche problema nell'adattarsi al cambiamento. Infatti, secondo gli esperti di psichiatria, l'accorciamento delle giornate, togliendo ore di luce, comporterà disagio per almeno il 15% della popolazione adulta. Sarà, infatti, probabile in queste persone avvertire di più la fatica, avere una maggiore irritabilità o malumore mal di testa e soprattutto difficoltà a prendere sonno.

Si tratta di effetti di poco rilievo e transitori, meno marcati di quanto invece non siano quelli che si verificano in primavera. Uno studio tedesco, per esempio, che ha monitorato l'impatto del ritorno all'ora solare in 55 mila persone ha verificato che quasi tutti tendono ad allineare il loro risveglio all'orario dell'alba, cosa che invece non accade in primavera con l'ingresso nell'ora legale. In particolare, le persone che tendono a dormire di più al mattino, rispetto a chi è abituato ad alzarsi presto, non riscontrano difficoltà particolare con l'arrivo dell'ora solare, mentre risentono a lungo dell'ora legale con sonnolenza per tutto la bella stagione. In autunno, per compensare il cambiamento, gli esperti consigliano di dormire di più per qualche giorno anticipando l'orario serale per andare a letto per qualche giorno. Possono essere di aiuto alcuni alimenti e preferire tisane e infusi a caffé e cibi troppo conditi e piccanti, ma il suggerimento generale è di non diventare schiavi dell'orologio assecondando gli stimoli del corpo, quelli del sonno-veglia e quello della fame: pian piano i ritmi si adegueranno a quelli della natura e della durata della giornata. Anche alcuni accorgimenti nella stanza da letto possono essere utili, non solo ora ma sempre, per esempio eliminando le fonti di disturbo come il computer e il televisore in primis, e senza riscaldarla troppo.

Un impatto più importante, invece, può interessare l'umore a causa della durata più breve del giorno. Esiste, infatti, un legame tra i livelli di serotonina e i sistemi che regolano i ritmi circadiani dell'organismo e quindi la quantità di luce: la ricerca ha verificato che durante l'inverno, quando c'è meno luce, ci sono maggiori quantità di trasportatori della serotonina, che quindi la rimuovono, rispetto all'estate. Questo, dicono gli autori, spiegherebbe perché le persone sane, con il cambio di stagione che porta verso l'inverno, hanno meno energia e umore più triste mentre quelle più vulnerabili sono a rischio di sviluppare forme depressive tra cui quella chiamata disturbo stagionale dell'umore (seasonal affective disorder o Sad). Non è una patologia grave o profonda come altri tipi di depressione ma richiede attenzione e nel caso anche cure nell'ambito di terapie comportamentali, che includono anche l'attività fisica, o con una maggiore esposizione artificiale alla luce.


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