Rapporto Osmed su farmaci, le donne ne consumano di più

18 luglio 2012
Focus

Rapporto Osmed su farmaci, le donne ne consumano di più



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Ogni cittadino italiano, in media, ha acquistato nel 2011 30 scatole di farmaci, per un totale di quasi due miliardi di confezioni, e le donne, i bambini e gli anziani sono la parte di popolazione maggiormente esposta. È quanto sostiene il rapporto realizzato dall'Osservatorio sull'impiego dei medicinali (Osmed) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che è stato presentato recentemente, anche nella prospettiva della spending review che in queste settimane costituisce il tema principale della politica nazionale.

I farmaci più prescritti sono quelli per l'apparato cardiovascolare, seguiti da quelli per l'apparato gastrointestinale e per il metabolismo, e da quelli per le patologie del sangue e degli organi ematopoietici. I dati sui tre gruppi di farmaci corrispondono a quelli relativi alla prevalenza delle patologie, infatti le più diffuse interessano il sistema cardiocircolatorio seguite dai tumori. Tuttavia, si è registrata una lieve flessione di circa il 3% dell'aderenza alle terapie per l'ipertensione, come pure sul fronte della depressione: i pazienti che ne soffrono interrompono la terapia, l'aderenza è del 24,6% con un calo dell'1,4% rispetto al 2010. Migliora invece l'appropriatezza con cui vengono prescritti gli antibiotici. Considerando che l'80% delle infezioni delle vie respiratorie hanno una causa virale, vi è stata una prevalenza d'uso per influenza, raffreddore comune e laringotracheite acuta pari al 40,1% con un calo del 3,8% rispetto al 2010. «Tale riduzione» ha commentato Luca Pani, direttore generale dell'Afia «è il risultato di alcune iniziative di comunicazione e sensibilizzazione per spiegare alla popolazione generale il fenomeno dell'antibiotico-resistenza».

Un altro fattore, che nel Rapporto si è evidenziato come elemento che influenza il consumo dei farmaci, è la differenza di genere: le donne consumano più farmaci rispetto agli uomini, in particolare gli antidepressivi, ma anche farmaci per curare le anemie e dell'apparato muscolo-scheletrico, come i bisfosfonati, in quasi tutte le fasce di età. In particolare, per quanto riguarda i farmaci del sistema nervoso centrale, le differenze più marcate si evidenziano dai 35 anni in poi, mentre per quelli del sistema genito-urinario e ormoni sessuali, le donne risultano le maggiori utilizzatrici a partire dai 15 anni fino ai 54, un dato giustificabile dall'uso della pillola e di ormoni per le patologie della tiroide. La tendenza si inverte a partire dai 55 anni, quando si osserva un netto spostamento della prescrizione verso gli uomini per la terapia della patologia prostatica. Con l'aumentare dell'età si osserva un incremento di prescrizione più marcato negli uomini probabilmente legato al maggior rischio cardiovascolare. Un'altra categoria molto esposta ai medicinali sono i bambini, al pari delle donne, 8 su 10 ricevono in un anno almeno una prescrizione soprattutto di antibiotici e antiasmatici. Negli anziani la percentuale si avvicina al 100% in corrispondenza di una maggiore diffusione di patologie croniche, come l'ipertensione e il diabete. Alla luce delle evidenze riscontrate dal Rapporto, l'Aifa, ha dichiarato Pani, «ha in programma la revisione e il potenziamento degli strumenti di monitoraggio per renderli sempre più sofisticati e in grado di rilevare i consumi e le situazioni di inappropriatezza prescrittiva».


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