Fumo in gravidanza: figli a rischio obesità

12 settembre 2012
Focus

Fumo in gravidanza: figli a rischio obesità



fumo, gravidanza, obesità, basso peso alla nascita, pretermine


Ai molteplici motivi per smettere di fumare in gravidanza, si aggiunge anche il rischio di provocare nel figlio un'importante tendenza ad avere problemi di peso. Una nuova ricerca condotta a Toronto ha, infatti, verificato che i nati da madri che hanno fumato durante la gravidanza, presentano variazioni strutturali del cervello, che li rendono più propensi, durante la loro adolescenza, a scegliere e consumare alimenti ad alto contenuto di grassi con conseguente predisposizione all'obesità.

I ricercatori spiegano che tale rischio è noto già da tempo ma non era chiaro quale fosse il meccanismo che innescava il fenomeno: «Il nostro studio suggerisce che il fumo materno può causare cambiamenti strutturali nei centri nervosi che controllano il circuito della ricompensa facendo aumentare la preferenza per i cibi grassi». Questo non significa che tutte le madri che fumano sono destinate ad avere bambini obesi, ci tengono a chiarire i ricercatori, ma osservando con tecniche di imaging, gli adolescenti le cui madri erano fumatrici durante la gravidanza mostravano un volume significativamente più basso nel centro deputato al controllo del meccanismo della ricompensa del cervello, l'amigdala. Nello studio sono stati inclusi 378 adolescenti di età compresa tra 13 a 19. Di questi 180 avevano avuto madri che avevano fumato più di una sigaretta al giorno durante il secondo trimestre di gravidanza, per una media di 11 sigarette al giorno. Per cominciare, come previsto i bambini nati da madri fumatrici avevano un peso alla nascita inferiore alla norma e inoltre tendenzialmente erano stati allattati al seno per periodi di tempo più brevi, e già per questo meno protetti dal rischio di obesità. Quando i ricercatori hanno valutato l'assunzione di grassi alimentari dei partecipanti, hanno trovato una correlazione inversa tra il volume dell'amigdala e il consumo di grassi, vale a dire più grassi vengono consumati, minore è il volume di amigdala.

Secondo Lorena Siqueira, direttore di medicina dell'adolescenza all'Ospedale dei bambini di Miami, le nuove scoperte forniscono una ragione in più a chi intende avere una gravidanza per non iniziare a fumare, dal momento che può diventare un problema smettere. «Sappiamo già che il fumo aumenta il rischio di basso peso alla nascita e di parto prematuro» ha detto «questi nuovi risultati sono importanti, ma preliminari di ulteriori approfondimenti sulle altre cause dell'obesità, poiché ci sono altre ragioni che spiegano la preferenza per i cibi grassi, per esempio il gusto salato». Per chi invece si occupa dei programmi per smettere di fumare, queste nuove informazioni possono aiutare a dare messaggi alle donne in gravidanza. «Spesso il rischio di avere un bambino con basso peso alla nascita» fa notare Patricia Folan, direttore del Centro per il controllo del tabacco a North Shore-Long Island Jewish Health System a Great Neck, New York «non sortisce un grande effetto, mentre parlare di rischio di obesità adolescenziale può risuonare di più e avere un impatto migliore sulla scelta di smettere di fumare». Anche perché, ricorda l'esperta, «non è mai troppo tardi per smettere di fumare e il percorso di gravidanza può giovarne con maggiori probabilità di portarla a termine senza i rischi per la salute associati alla nascita pretermine».


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