Il Metodo Stamina torna sul banco degli imputati

03 luglio 2013
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Il Metodo Stamina torna sul banco degli imputati



Metodo Stamina Davide Vannoni Nature


"Vannoni? Uno psicologo trasformato in imprenditore-medico e il suo metodo è un plagio senza fondamento scientifico". La botta, e non è la prima, arriva dalla rivista Nature, ma la risposta non si fa attendere: «Nature? Una rivista patetica».

L'ultimo capitolo della saga polemica intitolata al Metodo Stamina è un articolo pubblicato sulla rivista scientifica che sostiene che le immagini utilizzate nella domanda di brevetto nel 2010, su cui Davide Vannoni, presidente di Stamina Faundation, basa il suo metodo, sarebbero «duplicate da precedenti e non correlati studi». Una microfotografia raffigurante due cellule nervose, sostiene Nature, "è identica a quella di un documento di ricerca pubblicato nel 2003 da un team russo e ucraino. Ed Elena Schegelskaya, biologo molecolare della Kharkov National Medical University e co-autore del documento del 2003 ha confermato a Nature che la fotografia è stata prodotta dalla sua squadra".

Come si difende Vannoni? Oltre a definire patetica la rivista, sostiene che le immagini sono identiche a quelle dei ricercatori russi perché «hanno collaborato con noi e da loro nasce la radice della metodica Stamina». La ricercatrice russa Elena Shegelskaya è definita dall'inventore di Stamina come "una nostra collaboratrice". E continua attaccando: «la giornalista non ha proprio capito che la radice del metodo è la stessa». A questo punto, continua Nature, la vicenda Stamina potrebbe diventare "dinamite politica" perché Vannoni ha ottenuto l'ok a una sperimentazione clinica dal ministero della Salute, del costo di tre milioni di euro, e almeno un centinaio di persone, metà delle quali bambini, si sono messe in lista per partecipare, anche se, rileva la rivista, "non ci sia alcuna evidenza che la terapia sia efficace".

Nature cita Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio di cellule staminali dell'università di Milano, a sostegno della tesi che le cellule immature del midollo osseo possano essere trasformate solo in cellule di ossa, pelle e cartilagine, mentre il Metodo Vannoni sostiene la possibilità di trasformarle in cellule nervose. Anche per il direttore dell'Istituto per le cellule staminali e la medicina rigenerativa dell'università di Stanford, Irving Weissman non ci sono dimostrazioni di efficacia, e la lista dei testimoni a favore del l'accusa intervistati da Nature si chiude con il direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), Luca Pani, che ha affermato: «Vediamo un tale caos, so che non esiste un metodo. Lo stesso Ufficio brevetti degli Stati Uniti aveva respinto la richiesta di Vannoni per gli insufficienti dettagli metodologici».

A tutti Vannoni, che sostiene di non aver risposto alle domande della giornalista di Nature per mancanza di tempo, risponde in modo sprezzante (Pani viene accusato di "pensiero dissociato") e lancia un appello al ministro Lorenzin: «se vuole dare seguito a quanto deciso dalla Camere dovrà fornire a Stamina garanzie maggiori di obiettività della sperimentazione».


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