Celiachia: l’intolleranza cresce, ma è ancora poco diagnosticata

20 novembre 2013
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Celiachia: l'intolleranza cresce, ma è ancora poco diagnosticata



celiachia


L'incidenza della celiachia in Italia è in continua crescita. A oggi si stima un soggetto celiaco per ogni cento persone, quindi gli italiani celiaci potenzialmente potrebbero essere 600mila. Anche se ne vengono diagnosticati solo poco più di 135mila.
Questi i dati presentati in occasione dell'evento che si è tenuto ieri a Milano in cui Barilla ha presentato la nuova linea di pasta senza glutine.

La celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, una sostanza presente in alcuni cereali come grano, avena, orzo. L'assunzione di cibi contenenti glutine provoca alterazioni caratteristiche del rivestimento interno dell'intestino tenue, causando malassorbimento.

«I sintomi più comuni della celiachia sono diarrea e mal assimilazione delle sostanze nutritive, perdita di peso, crampi, debolezza muscolare e dolore alle ossa», dice Gianluigi De Angelis, direttore del dipartimento materno infantile e U.o.c Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Parma. «Per avere una diagnosi certa abbiamo due strumenti: l'analisi del sangue che può individuare la presenza di specifici anticorpi e la biopsia dell'intestino per emettere la sentenza definitiva. Naturalmente prima di iniziare una dieta senza glutine».

L'unica cura per il trattamento efficace della celiachia è la dieta senza glutine che, se condotta con rigore, permette il recupero di un corretto stato di salute nel 100% dei casi.

«Si calcola però che circa cinque celiaci su sei non vengano riconosciuti», racconta Caterina Pilo, direttore generale Aic, l'Associazione italiana celiachia. «Di certo vanno perseguiti, per un miglioramento della diagnosi, l'azione di formazione e aggiornamento sulla celiachia e il percorso diagnostico». Per questo l'Associazione da oltre 30 anni si batte per il riconoscimento della malattia in ambito pubblico, per la diffusione dell'informazione sulla celiachia, il riconoscimento dei prodotti idonei grazie al Prontuario Aic degli alimenti, e ha dato vita al simbolo della 'spiga sbarrata', che oggi contraddistingue gli alimenti 'gluten free'.

Ilaria Pedretti


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