Gengivite e parodontite: i consigli dell’esperto per una bocca sana

24 aprile 2014
Interviste

Gengivite e parodontite: i consigli dell'esperto per una bocca sana



gengivite; parodontite


Quando si parla di igiene orale, il primo pensiero va in genere ai denti e alla carie e spesso ci si scorda delle gengive dimenticando che, per una bocca davvero sana - e non ultimo per un alito a prova di chiacchiere con gli amici - la loro salute è fondamentale. Anche in questo settore la ricerca procede senza sosta, ma il primo passo per prevenire e, se necessario, curare le malattie delle gengive è senza dubbio l'informazione. Ci aiuta a capirne di più sulla salute delle gengive, il genovese Maurizio Tonetti, presidente della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp).

Quali sono le malattie più comuni che colpiscono le gengive?
«Sono la gengivite e la parodontite. La gengivite, un'infiammazione superficiale che interessa solo i tessuti molli delle gengive, colpisce un buon 60 per cento della popolazione ed è dovuta a un'igiene orale non adeguata. Il sanguinamento delle gengive è un segnale importante che non va mai trascurato. In Italia solo il 10-15 per cento della popolazione ha le gengive sane e questo testimonia che dobbiamo ancora fare molti progressi».

Quante persone in Italia sono colpite invece da parodontite?
«La parodontite è la forma più grave di malattia delle gengive: colpisce l'ancoraggio tra la radice del dente e l'osso delle mascelle e può portare alla perdita dei denti. Si stima che in Italia la parodontite colpisca almeno 8 milioni di persone. La forma più grave che mette a rischio di perdere i denti interessa l'8-10 per cento degli adulti e 1 bambino/ragazzo su 1.000. Parliamo di almeno 2 milioni di persone. E anche per questa patologia, sono le fasce più vulnerabili della popolazione ad essere più colpite, come per esempio i malati o gli anziani che vivono da soli».

Da cosa sono causate queste malattie, sono trasmissibili ad altre persone?
«I batteri che causano la parodontite sono acquisiti all'interno del nucleo familiare (dai genitori ai figli) o all'interno della coppia, ma è sbagliato pensare che questo tipo d'infezione si possa trasmettere come il raffreddore. Ogni persona ha una suscettibilità individuale che è la chiave per capire queste patologie e solo una parte della suscettibilità - quella legata ai geni e al Dna - è trasmissibile ai nostri figli».

È possibile prevenirle e come?
«Assolutamente sì: combinando abitudini di vita sane (in primis una buona igiene orale) con la partecipazione a un programma di prevenzione professionale specifico che vada oltre la semplice e spesso frettolosa "pulizia dentale" e controllo periodico con il dentista».

Anche l'alimentazione e lo stile di vita possono influenzare la salute delle gengive?
«Gli stili di vita sani sono importantissimi nella prevenzione di tutte le patologie infiammatorie croniche, incluse gengivite e parodontite. Smettere di fumare, mantenere il peso forma, il giusto livello di attività fisica quotidiana, e una alimentazione sana ci mantengono in forma e un soggetto sano ha minori probabilità di essere colpito da malattie gengivali».

Quando è il caso di preoccuparsi e rivolgersi al dentista?
«I passi per effettuare l'autodiagnosi delle malattie delle gengive sono ben descritti, ma non sono adeguatamente conosciuti. In presenza di sanguinamento delle gengive (anche mentre si lavano i denti), retrazione delle gengive, mobilità o spostamento dei denti, alito cattivo è bene farsi vedere dal dentista».

Su cosa si basa il dentista per diagnosticare una malattia gengivale?
«Esiste un test specifico - noto con la sigla Psr - che in pochi minuti e in modo del tutto indolore, grazie a una sonda gengivale permette di capire se le gengive sono sane oppure se sono presenti gengivite o parodontite. La diagnosi approfondita è invece decisamente più complessa: include la valutazione della salute, degli stili di vita, l'ispezione della bocca, l'analisi gengivale completa che richiede circa 20 minuti e, in alcuni casi, anche radiografie speciali, diverse dalle classiche panoramiche».

Le cure disponibili oggi sono davvero efficaci e risolutive?
«Un approccio specialistico è in grado di risolvere il problema parodontite nel 70 per cento dei casi e di rallentarne l'evoluzione della malattia di 5-10 volte in un caso su 4. Per la stragrande maggioranza dei pazienti è un'ottima notizia: esiste la possibilità concreta di mantenere i propri denti per tutta la durata della vita. E come per ogni patologia complessa la ricetta è sempre simile: diagnosi precoce, terapia giusta fatta molto bene, serietà dell'approccio».


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