Tutto sulla salute della colonna vertebrale

19 maggio 2014
Interviste

Tutto sulla salute della colonna vertebrale



colonna vertebrale; scoliosi


La colonna vertebrale che ci sostiene e ci permette di compiere i movimenti di tutti i giorni è stata la vera protagonista del 37° Congresso nazionale della società italiana di chirurgia vertebrale (Sicv) e del Gruppo italiano scoliosi (Gis) che si è svolto a Milano dal 15 al 17 maggio. Si è discusso delle ultime novità nelle cure dei problemi della colonna, ma senza trascurare la prevenzione e la diagnosi. Il tutto legato da un unico filo conduttore: il benessere del paziente, che oggi è sempre più una realtà. Per capire quali sono le novità settore - in particolare sulla scoliosi che si affronta anche con nuove tecniche chirurgiche - abbiamo chiesto a Bernardo Misaggi, Organizzatore e Presidente del congresso e Direttore della Struttura complessa di chirurgia vertebrale e scoliosi dell'Istituto ortopedico Gaetano Pini di Milano.

Quante persone in Italia soffrono di problemi alla schiena e quali sono i disturbi più comuni?
«Le persone che in Italia soffrono di problemi della colonna vertebrale sono in aumento: l'allungamento della vita fa sì che un numero crescente di persone sia affetta da disturbi di natura degenerativa, che arrivano con l'avanzare dell'età. Anche l'obesità, in aumento nel nostro Paese, contribuisce ad accentuare i sintomi dolorosi legate a queste patologie. Nei giovani, invece, ciò che può comparire con una certa frequenza è il dolore legato ai difetti posturali o le deformità del rachide (la colonna vertebrale), quale la scoliosi e l'ipercifosi, tipiche dell'adolescente».

È possibile prevenire i disturbi della colonna come per esempio la scoliosi?
«È possibile prevenire i disturbi della colonna vertebrale con uno stile di vita corretto: peso corporeo adeguato alla propria altezza, attività fisica moderata, ma costante per mantenere un buon tono muscolare, posture corrette, nella posizione seduta come nel movimento e nella movimentazione di pesi. Per quanto riguarda la scoliosi, malattia che nel 75 per cento dei casi ha causa ignota ed è pertanto definita idiopatica, non esiste una vera prevenzione; anche in questi casi sarà comunque utile osservare le precauzioni sopra descritte per evitare che alla scoliosi si associno deformità di postura e/o dolore. Occorre precisare che alcuni casi di scoliosi hanno invece cause note, per esempio difetti di sviluppo a livello embrionale. La forma più frequente è comunque l'idiopatica o scoliosi dell'adolescente, che colpisce prevalentemente il sesso femminile con un rapporto 6 a 1».

Come si arriva alla diagnosi di scoliosi, quali le novità in campo diagnostico?
«La diagnosi di scoliosi e ipercifosi è innanzitutto clinica e si può ottenere con un accurato esame clinico, ma va sempre supportata da indagini radiologiche. Se non si riscontrano difetti con la diagnostica per immagini (il cosiddetto "imaging") o deformità a livello clinico si potrà parlare di difetti posturali, ovvero problemi che dipendono da fattori come differenza di lunghezza degli arti inferiori, contratture muscolari, spostamenti del bacino dall'asse».

Quali sono le terapie più efficaci per curare la scoliosi?
«La terapia della scoliosi può essere impostata in base al tipo di patologia, al livello di gravità, all'età del paziente. Spesso si deve utilizzare un'ortesi, cioè un corsetto, il cui modello sarà scelto in modo personalizzato per ogni singolo caso. In genere l'età in cui si manifestano queste deformità corrisponde al periodo della pubertà e il trattamento può iniziare già in questa fase. È bene ricordare che ciò che è determinante è l'età ossea, non l'età anagrafica: fino a quando la maturazione scheletrica è in corso, sarà quindi possibile proseguire i trattamenti. Solo in casi più gravi sarà necessario ricorrere al trattamento in gesso, un percorso fatto di sacrificio, ma indispensabile in questi casi e spesso sufficiente a evitare interventi chirurgici. La soluzione chirurgica, tanto temuta dai genitori dei giovani pazienti, è peraltro oggi molto praticata e l'evoluzione delle tecniche la rende molto più efficace e meno rischiosa».

Quando è il caso di ricorrere all'intervento chirurgico?
«A seconda dell'età del paziente, della gravità della scoliosi e delle caratteristiche del problema si sceglierà un trattamento ortopedico conservativo o, a volte, chirurgico. Il più delle volte la chirurgia arriva dopo il fallimento della terapia conservativa, in genere quando la curva scoliotica è attorno ai 50 gradi e più. Sottolineo che l'intervento chirurgico è oggi ampiamente consolidato e, soprattutto per gli adolescenti il rischio è davvero basso. È fondamentale però rivolgersi, per qualunque tipo di trattamento, ad un centro specializzato, come la mia Divisione che festeggia quest'anno i suoi 40 anni di attività e collabora con centri internazionali».


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