Bambini in vacanza: le regole per una corretta alimentazione

02 agosto 2014
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Bambini in vacanza: le regole per una corretta alimentazione



bambino mangiare verdura


Attenzione all'estate. In vacanza è più facile allentare l'attenzione e cedere alle richieste di diverse abitudini alimentari dei più piccini. E si commette un errore: modificare l'alimentazione dei bambini, anche solo per un breve periodo, rischia di abituarli ad assumere comportamenti non sani.

Gianvincenzo Zuccotti, direttore della Clinica pediatrica L. Sacco di Milano, ha condotto lo studio Nutrintake sulle abitudini alimentari dei bambini italiani da 6 a 36 mesi e sulla base di questa esperienza spiega: «Il periodo delle vacanze è tradizionalmente quello in cui si verificano le maggiori trasgressioni alimentari. Orari sfasati rispetto al solito, meno attenzione alle regole alimentari e alle indicazioni dei pediatri portano spesso i genitori a commettere errori a tavola. Uno dei principali è l'eccesso di zucchero nei piatti dei più piccoli: gli zuccheri sono fondamentali per la crescita e il sostentamento quotidiano, ma è sbagliato eccedere e non è necessario aggiungerli soprattutto agli alimenti che li contengono già naturalmente. Dare al bambino alimenti ricchi di zucchero, non lo aiuta a impostare buone abitudini alimentari e può contribuire al rischio di sviluppare carie dentaria e obesità».

Ecco "il pacchetto di buone regole alimentari" da mettere in valigia per aiutare i genitori a vivere con serenità le vacanze.
  • L'importanza della colazione. D'estate capita che i bimbi, se non allattati al seno, non abbiano voglia di bere bevande calde e che rifiutino il latte. Si tratta della tipica inappetenza mattutina che si risolve generalmente in pochi minuti. Basta solo aspettare: non fate mai mancare il primo pasto della giornata.
  • Merenda sì, ma sana e bilanciata. Il maggior movimento, i giochi all'aria aperta e il maggiore sforzo fisico dei bambini durante l'estate comportano un aumentato consumo di calorie che non deve però creare allarmismi nei genitori. I bambini non hanno bisogno di "ricostituenti" o di essere rifocillati con alimenti super zuccherati e ipercalorici. Lo spuntino dopo il gioco o dopo il bagno al mare è importante e rientra nei cinque pasti consigliati della giornata ma deve essere "tenuto a bada". Patatine, gelati o merendine inappropriate e troppo zuccherate, se assunti con frequenza, tendono a sbilanciare l'equilibrio nutrizionale e deviare le preferenze alimentari del bambino. Meglio scegliere snack o merende specifiche per la sua crescita.
  • Attenzione a come reintegrare i liquidi. No a bevande gassate e zuccherate. Generalmente d'estate il corpo perde molti liquidi e sali minerali e per ritrovare un equilibrio fisiologico brucia meno calorie, avendo spesso come conseguenza il rifiuto del cibo e la perdita di peso. Questo fenomeno preoccupa i genitori, i quali a volte commettono l'errore di proporre ai propri figli bevande gassate e anche zuccherate, pensando che possano rifornire il corpo di sali minerali, zuccheri e vitamine. Questa pratica scorretta comporta, se ripetuta nel tempo, una progressiva abitudine ad un gusto sempre più dolce, impostando un'abitudine alimentare poco salutare e tra le più pericolose per il rischio di sviluppare sovrappeso e obesità.
  • Far conoscere la frutta, ma senza aggiungere lo zucchero. L'estate è il momento principe per far conoscere ai più piccoli la frutta. Bisogna far scoprire il suo sapore naturale senza aggiungere lo zucchero. La frutta è un alimento naturalmente dolce, che fornisce un complesso di zuccheri, ma che porta con sé anche altre importanti sostanze quali fibre, vitamine, minerali con un valore nutritivo ben superiore a quello fornito dal solo fruttosio in essa contenuto. Stare lontano quindi dalla tentazione di insaporire le fragole con 2/3 cucchiaini di zucchero e scegliere alimenti senza zucchero aggiunto che rispettano il profilo zuccherino degli ingredienti da cui derivano.
  • Cena e pranzo fuori casa? Essere in vacanza porta spesso a consumare cibo fuori casa, inducendo di frequente i genitori a fare uno strappo alla regola, facendo mangiare ai bambini le loro stesse pietanze. Uno degli errori più comuni è infatti quello di considerare il bambino come un "piccolo adulto", senza pensare che ha esigenze specifiche e che è più sensibile di un adulto ai contaminanti ambientali. In pochi sanno infatti che gli alimenti "da adulti" orientano il suo gusto verso un'alimentazione non corretta, spesso troppo dolce o salata, o troppo proteica. Importante quindi ricordare che nei primi anni di vita i piccoli hanno bisogno di un'alimentazione specifica che garantisca un equilibrio nutrizionale adeguato all'insegna della massima sicurezza.


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