Cibo biologico: è davvero migliore per la salute? La parola agli esperti

08 maggio 2017
Focus

Cibo biologico: è davvero migliore per la salute? La parola agli esperti



"Mangio biologico perché rispetto la natura", "Compro solo cibo biologico perché ci tengo alla salute" e ancora "Vale la pena spendere un po' di più per avere cibo di migliore qualità". Sono solo alcune delle frasi pronunciate da chi ha deciso di portare sulla propria tavola cibi "bio" anche se spesso non si conosce il vero significato del termine e quali sono le caratteristiche che un alimento o una determinata produzione deve avere per guadagnarsi questo marchio. «La scelta di comprare e mangiare biologico dipende da diversi fattori e può avere senso sotto alcuni punti di vista e per alcuni alimenti mentre potrebbe anche essere superflua per altri» spiegano in un comunicato gli esperti dell'Università del Texas, ricordando che alla fine si tratta spesso di una scelta molto personale, che va al di là del mero dato scientifico.

Cosa significa “biologico”?


Il modo migliore per scegliere in modo consapevole è approfondire la conoscenza dell'argomento di cui si discute. Il sito del Sistema di informazione nazionale sull'agricoltura biologica (Sinab) realizzato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali in collaborazione con le Regioni fornisce dati aggiornati sulla salute del biologico in Italia e sulle regole che lo governano. Proprio su questo sito si legge che "L'azienda agricola biologica è un unico 'agro-eco-sistema' nel quale l'attività dell'uomo si inserisce utilizzando tecniche rispettose della fertilità del suolo, delle singole colture, degli animali e dell'equilibrio ambientale: tali tecniche escludono l'impiego di concimi, fitofarmaci e medicinali veterinari chimici di sintesi, e organismi geneticamente modificati (Ogm)". Ma oltre all'agricoltura, il metodo biologico si applica anche all'allevamento degli animali (inclusi i pesci) sempre basandosi sul principio del rispetto dell'ambiente e del benessere dell'animale, oltre che della salute del consumatore finale.

Il marchio “bio” in etichetta


Riconoscere un prodotto biologico sullo scaffale del supermercato è relativamente semplice: basta cercare il logo che dal primo luglio 2010 la Comunità europea utilizza per indicare tutti i prodotti biologici realizzati nel rispetto della normativa comunitaria. Il logo, scelto grazie a un concorso che ha coinvolto scuole di grafica in tutta Europa e una giuria composta dai cittadini europei che hanno votato on-line, è una foglia il cui profilo è formato da stelle e che simboleggia l'unione dell'Europa con la Natura.
Ecco qualche indicazione per leggere e comprendere meglio le etichette.

- Possono esporre il logo europeo del biologico gli alimenti lavorati che siano prodotti seguendo la normativa europea sul biologico e purché almeno il 95 per cento in peso degli ingredienti di origine agricola sia biologico.

- I prodotti nei quali meno del 95 per cento dei componenti è biologico, si può indicare l'origine biologica solo nell'elenco degli ingredienti, indicando comunque la percentuale totale degli ingredienti biologici.

- Se in etichetta compare il termine "biologico" o qualche sua abbreviazione/derivazione, devono comparire sempre anche il logo comunitario, il codice dell'organismo di controllo e il luogo in cui sono state coltivate le materie prime.

Bio e salute: un legame ancora controverso

Molti consumatori sono disposti a pagare di più per avere un prodotto biologico poiché considerano la spesa una sorta di "investimento sulla salute", convinti che la qualità dei prodotti biologici sia superiore rispetto a quella dei prodotti ottenuti con i metodi tradizionali. Ma è davvero così? Di certo la normativa europea è attenta alla qualità del biologico: nel Regolamento CE n. 834/2007 si stabilisce infatti che uno degli obiettivi della produzione biologica è proprio l'alta qualità dei prodotti. Una qualità ottenuta sul campo e da mantenere lungo tutta la filiera che va dalla produzione primaria e arriva fino al negozio. Misurare in modo preciso la qualità di un prodotto rispetto a un altro non è però semplice e i dati oggi disponibili non permettono di arrivare a conclusioni definitive sul rapporto tra cibo biologico e salute, confrontandolo con quello cibo tradizionale e salute. Secondo gli esperti della Università del Texas, è importante procedere un passo alla volta: «prima di assicurarsi che nella propria alimentazione quotidiana ci siano frutta e verdura bio, bisogna assicurarsi che ci siano frutta e verdura in quantità sufficienti» spiegano, ricordando poi il controverso dibattito sui pesticidi. «In effetti per alcuni alimenti che si mangiano in genere con la buccia potrebbe valere la pena spendere un po' di più e acquistare biologico» dicono, ma poi aggiungono: «Il discorso ha senso per esempio se parliamo di una ciliegia, ma ne ha meno se parliamo di una banana».

Fonte: Sinab - Sistema di informazione nazionale sull'agricoltura biologica

Cristina Ferrario


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