Facebook, utile per gestire l’umore

19 ottobre 2014
Focus

Facebook, utile per gestire l'umore



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In un momento di tristezza si tende ad evitare nei social media le persone allegre e contente: in questi casi è infatti più facile che si cerchi nei profili di chi è altrettanto giù di tono. In pratica, secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Ohio State University e pubblicato online sulla rivista Computers in human behavior, quando l'umore non è al top è più probabile che nell'ambito dei social network si cerchino persone che stanno peggio.

I ricercatori hanno coinvolto in questo studio 168 studenti di college che utilizzavano siti di social network, guardando i tipi di profili consultati quando erano di buon umore e quando invece l'umore era di segno opposto. È stato così osservato che nei momenti di buon umore l'attenzione era diretta verso profili di successo, mentre nell'altro caso - quando cioè il malumore era in primo piano - l'attenzione si spostava verso persone prive di attrattiva e successo. Quindi se è una giornata no, non vengono cercati i profili di persone che raccontano di momenti belli e si presentano positivamente, ma al contrario si cerca chi si presenta un po' sottotono. E nello studio dei ricercatori dell'Ohio State University viene mostrato in questo caso come, in momenti bui, si ricerca nelle reti social online chi è sulla stessa lunghezza d'onda o chi sta peggio in termini di stato d'animo, qualcuno con cui confrontarsi sullo stesso piano. Secondo i ricercatori i risultati suggeriscono che usare i social media può rappresentare quindi per gli utenti anche uno modo per gestire il proprio umore.

La relazioni tra gli stati mentali e l'utilizzo di internet e dei social media è già stata esplorata in molti studi e da diversi punti di vista. Una ricerca pubblicata quest'anno sulla rivista PLoS One ha per esempio studiato il possibile effetto 'contagioso' dello stato d'animo di una persona su quello di altre in relazione non diretta ma con una diffusione in rete via social network. Lo studio aveva indicato che i social network online possono diffondere lo stato emotivo di una persona ad altre: quello che una persona dice o sente può diffondersi a distanza in altre parti del mondo nello stesso giorno e la felicità di uno potrebbe contagiare altri anche a centinaia di chilometri di distanza. E sempre quest'anno, anche la rivista Pnas ha pubblicato uno studio sulla diffusione tramite social media - in particolare Facebook - di stati emotivi, indicando che le emozioni espresse in questa comunità influenzano le emozioni di altri, suggerendo che le esperienze positive di amici virtuali possano essere una esperienza positiva anche per chi le legge o le vive per via indiretta grazie al web e ai social network.


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