Paura di volare

17 gennaio 2018
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Paura di volare



Circa una persona su quattro ha paura di volare, una fobia trasversale che non fa distinzioni di sesso, età o estrazione sociale. Gli aerofobici più gravi sono individui capaci di riconoscere un Boeing 747 dal rumore delle turbine e potrebbero andare avanti ore ed ore a dimostrarvi le loro conoscenze sugli aeroplani perché alla loro passione, si accompagna anche la paura del volo. Esistono infinite sfumature nel manifestarla, dal "trovo che viaggiare in treno sia più interessante" fino al categorico rifiuto di salire su un aereo. Fondamentalmente, infatti, siamo animali terrestri e pertanto è possibile percepire il fenomeno come strano o alieno.

 

Cervello emotivo primitivo

Quando siamo spaventati i comandi vengono assunti dal cervello emotivo primitivo che ignora totalmente la corteccia razionale, ciò implica che tutte le rassicuranti statistiche che forniscono dati altamente confortanti vengano completamente trascurate. In realtà tutti sappiamo che l'automobile è più di 100 volte pericolosa e che volare è 18 volte più sicuro rispetto a rimanere a casa. Secondo quanto appurato da calcoli statistici il rischio di morte per i passeggeri di linee aeree commerciali è di 1 su 45 milioni di voli. Il New York Times, a sostegno di questa tesi, afferma che un viaggiatore potrebbe volare ogni giorno per 123.000 anni ed essere ancora al sicuro. Eppure, nonostante gli appaganti risultati che ci riportano matematica e statistica, continuiamo ad averne paura. Oggi la fear of flying ovvero la paura di volare è una seria limitazione, che contagia malauguratamente sempre più persone.

 

Combattere la paura

Proviamo allora a cercare di combatterla e contenerla una volta che ci invade con i consigli utili e divertenti dello psichiatra Luca Pani: "Prima di tutto bloccate ogni pensiero che inizia con frasi tipo Ohi ohi ohi, che sta succedendo [...] questo rumore/aereo non mi piace [...] non mi sento bene; poi distaccate ogni sensazione fisica da quella mentale. Se avete il cuore che va a mille è perché avete dormito poco per l'imbarco alle 7:00 del mattino e i due caffè che avete già bevuto non vi stanno aiutando; il mal di pancia viene dai fagioli all'uccelletto e dai due etti di bietole all'agro della sera precedente e le vostre turbolenze non sono quelle della cabina. Infine usate il più potente strumento di concentrazione e distrazione che possedete: il vostro sguardo. Fissate intensamente un oggetto che avete davanti, anche le vostre mani: ammirate i solchi, il colore, i pori della pelle e contateli. Se potete, addirittura fissate gli occhi di un altro essere umano e chiedete a lui o a lei di fare altrettanto. Il contatto visivo è la matrice primordiale che ci ha portato fuori da caverne buie e fredde togliendoci non la paura di morire ma quella di vivere e sarà capace di farvi atterrare sani e salvi, come sempre" (Tratto da Prove di Volo - Manuale di Psiconautica Elementare - EDRA http://www.provedivolo.it/ )


Piergiorgio Mulas

 

 



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