Come scegliere il pediatra per il proprio figlio

27 ottobre 2014
Interviste

Come scegliere il pediatra per il proprio figlio



pediatra


Secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Pediatrics, la scelta del pediatra si basa in genere sul passaparola e sui consigli di amici e parenti che già hanno avuto a che fare con lo specialista, ma in un caso su tre anche internet conta. Sembra infatti che i siti web nei quali è possibile trovare una sorta di classifica (in inglese rating) dei pediatri basata sui commenti degli utenti e non, per esempio, sulle competenze e le esperienze professionali del medico, abbiano un ruolo nella decisione finale. Adolfo Porto, segretario nazionale all'Organizzazione della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) descrive la situazione italiana e spiega ai genitori come scegliere il pediatra al quale affidare i propri figli.

Esistono in Italia siti web di rating per i medici pediatri? Se sì, quali sono e quanto sono utilizzati dai genitori?
«In atto, nel nostro Paese, non risultano esserci specifici siti web, ma esistono siti e blog gestiti da singoli pediatri o da associazioni di pediatri che oltre a svolgere funzione di informazione, servono a dare visibilità a chi li gestisce. Esistono però siti di rating per altri specialisti, ospedali e case di cura».

Quali sono i rischi che si corrono scegliendo in base a questi giudizi il medico cui affidare il proprio figlio?
«Scegliere il pediatra di famiglia in base ai giudizi di rating trovati su internet, sarebbe impossibile sul piano scientifico e comporterebbe grossi rischi, perché la pediatria non è una attività di tipo tecnicistico. Infatti, l'attività di questo specialista oltre a essere abbastanza individualizzata, basata sostanzialmente sull'empatia e sulla comunicazione diretta con le famiglie, si sviluppa principalmente su due versanti: l'attività di tipo diagnostico-terapeutica, dove emerge il ruolo di specialista dedicato all'infanzia e all'adolescenza e l'attività di tipo preventivo ed educativo. E per svolgere al meglio questa seconda attività è necessario avere delle competenze e usare delle strategie che non sono strettamente mediche, ma che tengono conto del contesto sociale, culturale ed economico di riferimento».

Questi siti hanno qualche lato positivo?
«Tutti i siti presentano aspetti positivi nella misura in cui danno informazioni corrette basate sull'evidenza scientifica e sulla correttezza deontologica. Comunque la funzione del rating ha maggior senso quando l'attività medica è di tipo libero professionale, in un mercato di assoluta concorrenza, cioè in una situazione come quella degli Stati Uniti».

Su cosa si basa oggi la scelta del pediatra in Italia?
«Solitamente il pediatra di famiglia viene scelto su un principio di natura fiduciario, anche se la scelta frequentemente è influenzata da rapporti pre-esistenti: conoscenti, parenti e amici che già conoscono il medico. I pediatri di famiglia meno giovani sono stati spesso i custodi della salute di varie generazioni della stessa famiglia. Di contro però in Italia, non è sempre possibile affidare i propri figli al pediatra prescelto: ciò succede per esempio quando il medico ha superato il numero massimo di pazienti che può seguire».

Su quali parametri bisogna basare la scelta del pediatra?
«Sul piano scientifico-professionale, non esistono presupposti che consentono di stilare dei criteri di rating sicuri e validabili per la scelta del pediatra di famiglia, che sarebbero inopportuni e rischiosi.
Ciononostante, una volta stabilita la qualità professionale del pediatra - criterio fondamentale che deve guidare la scelta - alcuni criteri personali e non prettamente scientifici possono avere un qualche significato. Si parla per esempio di fruibilità dello studio (vicinanza alla propria abitazione, vicinanza alle fermate di mezzi pubblici; facile reperimento di parcheggio, eccetera), accessibilità allo studio (assenza di barriere architettoniche, ampi locali, servizi igienici appropriati ed efficienti, eccetera), efficienza organizzativa (presenza di personale di studio, visite per appuntamento e puntualità, erogazione di self-help, eccetera) e reperibilità (pediatria in associazione, disponibilità oraria al di fuori degli orari di ambulatorio, eccetera)».


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