Corpo in forma a 40 anni per un cervello più giovane a 60

25 marzo 2015
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Corpo in forma a 40 anni per un cervello più giovane a 60



buona forma fisica


Molte persone si preoccupano della salute e del buon funzionamento del proprio cervello solo quando sono già in là con gli anni, ma uno studio condotto da Nicole Spartano della Boston University School of Medicine dimostra che non è mai troppo presto per prendersi cura di sé anche dal punto di vista cerebrale.

«Abbiamo notato che le persone "in forma" dal punto di vista fisico attorno ai 40 anni hanno maggiori probabilità di andare incontro a un invecchiamento cerebrale migliore» dice l'autrice che assieme ai colleghi ha analizzato i dati relativi a circa 1.270 statunitensi con un'età media di 41 anni all'inizio dello studio, negli anni '70 del secolo scorso.

Ed ecco come si è svolta la ricerca, presentata nel corso del meeting annuale della American heart association, svoltosi a Baltimora all'inizio del mese di marzo. I partecipanti allo studio si sono sottoposti, all'età di 40 anni circa, a sessioni di esercizio sul tapis roulant nel corso delle quali sono state misurati alcuni parametri come la pressione sanguigna e la frequenza del battito cardiaco.
Dopo un paio di decenni, raggiunte le 60 primavere, le stesse persone sono state sottoposte a risonanza magnetica per misurare il volume del cervello (che diminuisce con l'invecchiamento) e a test cognitivi per valutarne il funzionamento.
«Per chi risultava meno in forma nella sessione di esercizio fisico dimostrando aumenti maggiori della pressione massima e della frequenza del battito cardiaco anche dopo pochi minuti di attività leggera, erano più alte le probabilità di avere un ridotto volume cerebrale 20 anni più tardi e di ottenere risultati peggiori nei test cognitivi, in particolare in quelli che si riferiscono al prendere le decisioni» precisa Spartano, fornendo anche una possibile spiegazione a questi risultati.

I piccoli vasi sanguigni presenti nel cervello sono molto sensibili ai cambiamenti di pressione e di frequenza del battito e queste fluttuazioni, più comuni e importanti in chi è poco in forma dal punto di vista fisico, possono anche portare a cambiamenti strutturali nel cervello e a perdite di tipo cognitivo. «Ad oggi non siamo in grado di affermare che esiste un rapporto diretto di causa-effetto tra buona forma fisica nella mezza età e migliore invecchiamento cerebrale» dice Spartano, che ricorda come altri fattori legati a un sano stile di vita possono influenzare forma e funzionamento del cervello. «Promuovere la buona forma fisica negli adulti potrebbe comunque rappresentare una strategia vincente per garantire un buon invecchiamento cerebrale della popolazione» conclude.


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