Prodotti omeopatici sotto esame negli Usa

06 maggio 2015
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Prodotti omeopatici sotto esame negli Usa



farmaci omeopatici


Nel 2009 oltre cento persone hanno dichiarato di aver perso l'olfatto dopo aver assunto un prodotto omeopatico per il raffreddore a base di zinco, un anno più tardi alcuni bambini hanno mostrato segni tipici dell'avvelenamento da belladonna dopo aver utilizzato un rimedio omeopatico che conteneva proprio questa pianta come principio attivo, seppur in concentrazioni bassissime. Anche a causa di queste segnalazioni la Food and drugs administration (Fda), l'agenzia che negli Stati Uniti si occupa di regolamentare i farmaci e la loro vendita, ha deciso di affrontare la "questione omeopatia" per decidere se introdurre nuove e più severe indicazioni che regolino l'entrata sul mercato di questi rimedi, sempre più diffusi nel mondo occidentale.

Come ricordano gli esperti d'oltre oceano, infatti, oggi circa un terzo degli statunitensi utilizza medicine complementari, inclusa l'omeopatia, ma questi prodotti possono essere messi in commercio senza gli stringenti controlli che riguardano i farmaci "tradizionali", quelli da banco e anche alcuni supplementi alimentari. «L'ultima revisione della Fda su questi prodotti risale al 1988» ricorda Cynthia Schnedar, del Centro Fda per la valutazione e la ricerca sui farmaci. «Da allora il mercato dell'omeopatia è cresciuto enormemente, raggiungendo un giro d'affari di miliardi di dollari, ma i rimedi omeopatici ancora oggi non devono superare alcun controllo di sicurezza o efficacia prima di poter essere messi sugli scaffali di farmacie e parafarmacie» aggiunge.

Di fronte a questa realtà, le autorità statunitensi hanno deciso di studiare meglio la situazione per decidere se anche i prodotti omeopatici debbano essere regolati come lo sono i farmaci da banco con i quali si contendono gli spazi sugli scaffali. «Se si decidesse di cambiare la regolamentazione, anche i produttori di rimedi omeopatici dovrebbero dimostrare che i loro prodotti sono sicuri ed efficaci e bisognerebbe anche modificare molte etichette che oggi promettono, a volte senza poterlo dimostrare con i dati, guarigioni ed effetti terapeutici». La questione è molto complessa e il dibattito è acceso, ma la Fda è decisa a procedere su questa strada per la sicurezza dei consumatori.


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