Tutti in piedi! Movimento in ufficio per ridurre i rischi da lavoro sedentario

17 giugno 2015
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Tutti in piedi! Movimento in ufficio per ridurre i rischi da lavoro sedentario



scrivania donna in piedi pc ufficio


Almeno due ore (ma l'obiettivo finale è quattro) trascorse in movimento o comunque in piedi. È questa la raccomandazione degli esperti guidati da John Buckley della University centre Shrewsbury e University of Chester nel Regno Unito, che hanno da poco pubblicato sulla rivista British journal of sport medicine le linee guida per ridurre i rischi legati al lavoro sedentario, tipico per esempio di tutti coloro che sono impiegati in un ufficio.

«Una persona che lavora in ufficio trascorre circa il 65-70 per cento della propria giornata professionale seduta e spesso i periodi trascorsi sulla sedia sono molto prolungati nel tempo» dicono gli autori del lavoro che poi ricordano il costante aumento del numero degli studi che dimostrano l'esistenza di un legame tra vita sedentaria e patologie di diverso tipo. «Si tratta di malattie gravi che includono le patologie cardiovascolari, il diabete e anche alcuni tipi di cancro» precisa Buckley. Per riuscire a stilare le nuove linee guida, gli autori hanno preso in considerazione tutti i lavori finora svolti sull'argomento arrivando alla conclusione che il primo passo da compiere a livello comportamentale è cominciare ad alzarsi e a muoversi frequentemente nel corso delle otto ore di lavoro giornaliere.

Tra le principali raccomandazioni delle linee guida si ritrova quindi l'attenzione da porre al movimento: due ore al giorno trascorse in piedi o camminando sono il minimo, il primo traguardo verso l'obiettivo finale di quattro ore al giorno. «Stare in piedi però non basta: anche il rimanere fermi in posizione eretta per periodi troppo lunghi può essere dannoso per la salute» dicono gli autori, che sottolineano l'importanza di altri fattori legati allo stile di vita come per esempio seguire una dieta bilanciata ed evitare il fumo. Le aziende, da parte loro, possono fare molto per esempio creando le condizioni ideali - magari con apposite scrivanie - perché gli impiegati possano davvero rendere meno sedentaria la loro permanenza in ufficio. «Anche se in realtà cambiare l'ambiente di lavoro non serve a molto se non si cambia l'atteggiamento delle persone grazie a progetti organizzati, supporto comportamentale e strategie di educazione pubblica» conclude Buckley.


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