Mangiare in movimento non giova alla dieta

10 settembre 2015
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Mangiare in movimento non giova alla dieta



mangiare camminando


Uno snack "al volo", in modo distratto e mentre si cammina è una pessima abitudine per chi ha problemi con la bilancia e segue un regime alimentare con ridotte calorie. «Abbiamo notato che chi mangia camminando consuma più calorie in seguito nell'arco della giornata» dice Jane Ogden, professore di psicologia della salute all'Università del Surrey, in Inghilterra, e autrice di un articolo pubblicato sulla rivista Journal of health psychology.

Assieme ai colleghi, la ricercatrice ha condotto uno studio su 60 donne - metà delle quali a dieta ipocalorica - e ha chiesto loro di consumare una barretta di cereali: alcune mentre camminavano, altre mentre guardavano la Tv e altre ancora mentre chiacchieravano. In seguito è stato offerto alle partecipanti un altro spuntino che comprendeva cioccolato, patatine, carote e uva. «Le donne che avevano consumato la barretta di cereali camminando hanno assunto più calorie delle altre durante questo spuntino» afferma Ogden, precisando che il consumo di cioccolato era di cinque volte più elevato nelle "camminatrici". Gli esperti avvertono che i risultati vanno letti con occhi attenti.
Non è detto infatti che i risultati di uno studio come questo siano validi anche nella vita reale dove i fattori che condizionano le scelte alimentari sono molti e complessi: la disponibilità del cibo stesso, l'umore e le pressioni sociali. E non sono chiare nemmeno le ragioni che determinano queste differenze di comportamento nei tre gruppi che hanno mangiato la barretta di cereali in modo "distratto".

«Chi mangia camminando potrebbe non essere consapevole di ciò che sta mangiando» ipotizza l'autrice, che poi prosegue: «oppure si convince di "meritarsi" qualche caloria in più per compensare quelle bruciate muovendosi». In realtà, come spiegano gli autori, la manciata di calorie consumate camminando mentre si mangia uno snack non giustifica affatto un aumento del consumo di calorie in seguito. Il vero problema è il consumo "distratto" del cibo: sedersi a tavola e pensare a ciò che si mette nel piatto aiuta a prendersi cura di sé e a dare la giusta importanza ai nutrienti che il cibo può fornire. «Ovviamente ciò non significa che si deve mangiare guardando la Tv» dice Ogden che ricorda come molti studi clinici hanno messo in relazione il tempo trascorso davanti allo schermo con l'eccessivo consumo di cibo e con l'obesità. «Gli spuntino sono fondamentali per ricaricarsi, ma queste pause, così come tutti i pasti, devono essere consumati in modo consapevole» conclude.


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