Asma: sintomi e diagnosi

14 ottobre 2015
Focus

Asma: sintomi e diagnosi



I sintomi tipici dell'asma sono la dispnea, cioè la difficoltà di respiro, l'oppressione toracica, il respiro sibilante e la tosse. Nelle forme meno severe il paziente sta bene nei periodi fra gli attacchi asmatici; talvolta, spesso nelle forme iniziali, il sintomo principale può essere rappresentato solo dalla tosse che è secca.
Non è raro che i sintomi seguano una specie di orologio e peggiorino nel corso della notte, tanto è vero che molti pazienti con una forma severa hanno risvegli notturni provocati proprio dall'asma. In chi soffre d'asma le crisi acute possono essere scatenate da una serie di fattori. I più comuni includono:

· Esposizione ad allergeni;
· Esercizio fisico;
· Infezioni virali;
· Esposizione a irritanti (fra cui il fumo di sigaretta);
· Farmaci (aspirina, altri antinfiammatori);
· Emozioni;
· Episodi di reflusso gastroesofageo.

È importante che chi soffre d'asma sappia riconoscere dei segnali che suggeriscono che la situazione non è ben controllata e che il quadro clinico sta peggiorando. Bisogna cominciare ad allarmarsi quando i sintomi si fanno più frequenti e disturbanti, quando si deve ricorrere sempre più spesso ai farmaci per aiutare a respirare (i broncodilatatori), quando si ha comunque la sensazione di una maggior difficoltà a respirare.


Chiunque presenti i sintomi tipici dell'asma, ma anche chi manifesta il persistere per più giorni di tosse secca o di un respiro sibilante deve rivolgersi al proprio medico che potrà valutare la situazione e proporre gli opportuni accertamenti.

Ovviamente anche l'asmatico a cui sia stata già fatta la diagnosi dovrà farsi seguire con regolarità dal medico. È infatti importante che la malattia sia opportunamente monitorata in modo da verificare che sia adeguatamente controllata e da effettuare eventuali aggiustamenti della terapia se ritenuti opportuni.

Inoltre, poiché un attacco di asma severo può essere molto pericoloso è essenziale che chi soffre d'asma sappia quando rivolgersi a un medico con urgenza. Gli elementi da considerare sono:

· Il mancato miglioramento dei sintomi anche dopo l'uso ripetuto di broncodilatatori;
· Un rapido peggioramento della difficoltà a respirare (dispnea);
· La comparsa di dispnea anche per l'esecuzione di minimi sforzi.

La descrizione dei sintomi e la visita sono spesso sufficienti da soli per indirizzare il medico verso la diagnosi che può essere confermata ricorrendo a un esame, la spirometria, con cui si misura la quantità di aria che passa attraverso i bronchi. Spesso l'esame permette di svelare un restringimento delle vie respiratorie che scompare dopo la somministrazione di un broncodilatatore. Altre volte l'esame è perfettamente normale, in questi casi per rivelare la presenza di asma si ricorre a un test di provocazione. In pratica si fa respirare una sostanza (metacolina) che negli asmatici induce la chiusura dei bronchi. Altri esami che possono essere utili includono la radiografia del torace e in alcuni casi anche la Tac, oltre ai test allergologici per svelare la presenza di un'allergia.


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