Referti medici online: meglio se protetti da una password

12 novembre 2015
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Referti medici online: meglio se protetti da una password





E-mail, messaggi sul telefonino o fax? Oppure messaggi vocali o una pagina web dedicata e protetta da password? Sono molti i metodi che oggi consentono di ricevere direttamente a domicilio i risultati di un esame medico, ma finora sono davvero pochi i dati che spiegano cosa vogliono veramente i pazienti. «La comunicazione con i pazienti deve essere decisa su base personalizzata perché ogni persona ha le proprie preferenze che dovrebbero essere indicate anche nella cartella clinica» esordisce Jeannine LaRoque del Georgetown University medical center negli Stati Uniti e prima autrice di un articolo da poco pubblicato sulla rivista Journal of the american board of family medicine.

Per studiare più a fondo questo complesso argomento, LaRoque e colleghi hanno coinvolto nella loro ricerca 409 persone alle quali è stato chiesto di esprimere le loro preferenze su alcuni metodi di comunicazione dei risultati di esami di laboratorio: esami più "classici" come livelli di colesterolo o colonscopia, test per le malattie a trasmissione sessuale e test genetici. «Tutti i metodi proposti alle persone coinvolte nello studio non prevedevano la presenza di un medico o di un operatore in carne e ossa» spiega l'autrice che nell'analisi ha invece valutato il gradimento di un portale web protetto da password, messaggi vocali, lettere, mail personali, fax e messaggi sul telefonino. I risultati ottenuti suggeriscono che, indipendentemente dal tipo di risultato che deve essere comunicato, il fax si piazza in ultima posizione nella classifica di gradimento creata dai partecipanti.

«La scelta del metodo di comunicazione preferito varia anche in base al tipo di esame eseguito» spiega LaRoque, «per esami come i livelli di colesterolo o la colonscopia oltre la metà degli intervistati ha dichiarato di gradire i siti web con password, i messaggi vocali e le mail personali o la lettera». Diversa la situazione quando i dati da comunicare riguardano le malattie a trasmissione sessuale o i test genetici: in questi casi le preferenze vanno nettamente al portale protetto da password. «Una password aggiunge un ulteriore livello di sicurezza che rende le persone più tranquille quando vengono comunicate informazioni tanto private».


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