Giornata storta? Potrebbe dipendere dalla qualità del sonno

18 novembre 2015
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Giornata storta? Potrebbe dipendere dalla qualità del sonno





Non basta dormire il giusto numero di ore (almeno 7 per gli adulti). Se la qualità del tempo trascorso tra le braccia di Morfeo non è elevata l'umore ne risente, tanto che potrebbe sopraggiungere anche qualche forma di depressione. Ne sono convinti i ricercatori guidati da Patrick Finan, che si occupa di psichiatria e scienze comportamentali alla Johns Hopkins University school of medicine di Baltimora ed è primo autore di uno studio da poco pubblicato sulla rivista Sleep.

«Se le ore di sonno sono interrotte da ripetuti risvegli, l'organismo non riesce a riposare davvero» dice l'autore che ricorda anche come il buon sonno sia legato a una migliore produttività, un umore più positivo e un sistema immunitario più forte.
E proprio per comprendere meglio il legame tra depressione e insonnia - termine che descrive l'incapacità di addormentarsi o mantenere il sonno oppure un sonno costellato da molti risvegli - Finan e colleghi hanno valutato l'impatto sull'umore di diverse condizioni di sonno. «Dei partecipanti, un gruppo è stato svegliato diverse volte nel corso della notte, un altro è stato costretto ad andare a letto tardi e quindi a dormire un numero non sufficiente di ore e l'ultimo gruppo ha dormito senza interruzioni o restrizioni di orario» spiega l'esperto che nella sua ricerca ha coinvolto 62 adulti senza particolari problemi di sonno e li ha seguiti per tre notti consecutive. E i risultati ottenuti ponendo domande ai partecipanti sul loro umore dopo ciascuna notte trascorsa nello studio dimostrano che la qualità del sonno influenza l'umore più della quantità.

«Non abbiamo osservato particolari differenze tra i gruppi dopo la prima notte, ma già alla seconda notte l'interruzione del sonno ha rivelato la sua pericolosità per l'umore: una riduzione del 31 per cento nell'umore positivo in seguito alle continue interruzioni e solo del 12 per cento in seguito a un sonno troppo breve» spiega Finan. Le ragioni di questa associazione non sono ancora chiare, ma gli autori ipotizzano che potrebbe dipendere dal fatto che dormendo in modo frammentato non possono essere raggiunte le fasi di sonno profondo, quelle nelle quali ci si riposa davvero.


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