Disturbo bipolare

16 dicembre 2009
Focus

Disturbo bipolare



di Piercarlo Salari
Il disturbo bipolare è caratterizzato dall'alternanza di fasi depressive a fasi maniacali, queste ultime riconoscibili da euforia, grandiosità, agitazione psicomotoria. Risulta sesta tra le 25 maggiori cause di disabilità mondiali. La fase depressiva è prevalente rispetto a quella maniacale con un rapporto di circa 4 a 1: un paziente bipolare trascorre in un anno 120 giorni - dei 150 di malattia - in fase depressiva. La frequenza nel corso della vita risulta tra l'1 e il 2% della popolazione (circa un quarto della depressione maggiore) sebbene in alcune ricerche il rapporto tra depressione bipolare e depressione maggiore sia risultato di 1 a 2 o addirittura di 1 a 1.
Il rischio suicidario in questa patologia se non trattata è tra i più alti: dal 25 al 50% dei pazienti tenta almeno una volta il suicidio; il 15%-20% muore suicida (attestando al disturbo bipolare il più alto numero di morti per suicidio).
I disturbi bipolari hanno quindi un andamento episodico con fasi di malattia separate da intervalli liberi di durata variabile; il decorso è caratterizzato da una elevata frequenza di ricadute, da un progressivo accorciamento degli intervalli liberi e da una compromissione dell'adattamento sociale e lavorativo. Nell'ambito dell'attuale sistema di classificazione si distinguono due sottotipi di disturbo bipolare, il disturbo bipolare I e il disturbo bipolare II.
Il disturbo bipolare I si caratterizza per l'alternanza di episodi maniacali e/o misti a episodi depressivi maggiori; sono inclusi in questa categoria anche i casi, peraltro molto rari, che presentano esclusivamente episodi maniacali. La prevalenza di questa variante è stata stimata dallo 0,4 all'1,6 per cento; la distribuzione nei due sessi è sovrapponibile con una maggiore frequenza di episodi depressivi e minore frequenza di episodi maniacali nella donna rispetto all'uomo. Per quanto riguarda il decorso, nei pazienti non trattati si verificano in media quattro episodi in dieci anni, ma la durata degli intervalli liberi tende a decrescere con il passare del tempo.
Il disturbo bipolare II si contraddistingue per il fatto che gli episodi depressivi maggiori si alternano ad episodi maniacali che si presentano in forma attenuata (ipomania). Questa condizione ha una prevalenza nella popolazione generale dello 0,5 per cento circa e tende a colpire con maggiore frequenza il sesso femminile. Il termine disturbo bipolare a cicli rapidi indica una particolare evoluzione del disturbo bipolare I o II. Si caratterizza per un'elevata frequenza degli episodi di alterazione dell'umore, che si verificano in numero di quattro o più nell'arco di un anno. Il fenomeno della rapida ciclicità può verificarsi in qualsiasi momento durante il decorso di un disturbo bipolare, colpisce circa il 15 per cento dei pazienti con particolare predilezione per il sesso femminile. La diagnosi di episodio ipomaniacale viene posta in molti casi attraverso le testimonianze dei familiari o degli amici, che notano questo umore euforico, chiaramente non normale, del paziente. Obiettivo terapeutico è la stabilizzazione del paziente attraverso la riduzione dei sintomi o il prolungamento delle fasi di stabilità. Le nuove linee guida hanno richiamato l'attenzione su un antipsicotico atipico, la quetiapina, risultato efficace tanto sulla mania quanto sulla depressione e raccomandano il trattamento di quest'ultima con un antidepressivo sempre in associazione a uno stabilizzante dell'umore, quale il litio.



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