Troppe patate nel piatto aprono le porte alla pressione alta

27 maggio 2016
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Troppe patate nel piatto aprono le porte alla pressione alta



Troppe patate nel piatto aprono le porte alla pressione alta


Cosa hanno a che fare le patate e la pressione sanguigna? Stando ai risultati di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista British medical journal da un gruppo di ricercatori statunitensi, mangiare patate con una frequenza particolarmente elevata può aumentare il rischio di ipertensione. «Le patate sono parte integrante dell'alimentazione degli statunitensi, ma il legame tra il consumo di questo alimento e i livelli di pressione sanguigna non è ancora stato studiato nel dettaglio» esordisce Lea Borgi, del Brigham and women's hospital di Boston, prima firma dell'articolo, che assieme ai colleghi ha valutato l'effetto del consumo di patate sulla pressione sanguigna di oltre 187mila uomini e donne.

«In questo gruppo abbiamo raccolto informazioni sui nuovi casi di ipertensione riportati dal medico di base e li abbiamo messi a confronto con le abitudini alimentari, in particolare con il consumo di patate» dice l'esperta, ricordando che i partecipanti hanno compilato questionari ad hoc per la rilevazione dei loro consumi. E a conti fatti è emerso che, rispetto a chi consuma patate una volta al mese, chi le mangia 4 o più volte a settimana ha un aumento del rischio di sviluppare ipertensione: più 11 per cento se le patate sono bollite, al forno o in forma di purea, più 17 per cento se sono fritte.

«Le patate hanno in effetti un alto indice glicemico, ma la colpa dell'aumento del rischio è soprattutto dei condimenti e delle modalità di consumo: troppo sale, salse grasse e fritture» commenta Samantha Heller, nutrizionista clinica al New York University medical center di New York City, «inoltre, da nutrizionista, non sono nemmeno sicura di poter considerare patate le patatine fritte presenti in commercio date le aggiunte di sale e grassi trans».

La buona notizia è che sostituendo anche una sola porzione di patate con un vegetale che non contenga amido si può evitare o almeno ridurre questo aumento del rischio di ipertensione. «Ricordiamoci poi che, sempre facendo attenzione a non eccedere con le porzioni, le patate possono essere consumate in modo più sano per esempio preparando la purea con olio di oliva o latte scremato» ricordano gli autori.


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