Colite ulcerosa: nuove possibilità con il trapianto di feci

01 giugno 2016
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Colite ulcerosa: nuove possibilità con il trapianto di feci



Colite ulcerosa: nuove possibilità con il trapianto di feci


Utilizzare le feci per curare le infezioni da batterio Clostridium difficile, pericolose per la vita, è oggi una realtà e stando ai risultati di recenti studi questa pratica potrebbe rivelarsi utile anche a chi soffre di colite ulcerosa. Ovviamente nulla è lasciato al caso in questo tipo di trattamento: si tratta infatti di procedure strettamente controllate ed eseguite all'interno di cliniche specializzate che si occupano di raccogliere campioni fecali, di analizzarli e di "prepararli" prima di poterli "trapiantare" a chi ne ha bisogno.

«Trasferire materiale fecale da un donatore in pazienti con colite ulcerosa significa modificarne il microbiota, ovvero la popolazione di microrganismi che colonizzano l'intestino» spiega Sudarshan Paramsothy, gastroenterologo della University of New South Wales e autore di una ricerca presentata alla Digestive Disease Week che ha avuto luogo a San Diego (Usa).

E stando ai risultati della ricerca che ha coinvolto 81 persone con colite ulcerosa, questa modifica della popolazione di microrganismi aiuta a eliminare i sintomi e i segni della colite ulcerosa, una malattia cronica legata a una risposta anomala del sistema immunitario che causa infiammazione alla mucosa del colon dove si formano piccole ulcere, dolorose e sanguinanti. Per valutare l'impatto del trapianto fecale sulla colite ulcerosa, Paramsothy e colleghi hanno sottoposto alla procedura metà dei pazienti coinvolti nello studio, sottoponendo l'altra metà a un trattamento placebo. «Dopo 8 settimane di terapia con materiale derivato da tre donatori, il 27% dei pazienti trapiantati non mostrava sintomi di colite e la malattia non era visibile all'esame endoscopico del colon» afferma l'autore ricordando che nel gruppo placebo solo l'8% dei partecipanti aveva raggiunto tale risultato.

«I risultati ottenuti sono impressionanti e molto positivi poiché aprono la strada a nuovi trattamenti sicuri ed efficaci per la colite ulcerosa» commenta Balfour Sartor, direttore del Broad Research Medical Program per la Crohn's and Colitis Foundation of America, ricordando però anche un limite dello studio: «Al momento i dati non ci dicono quali sono gli effetti a lungo termine del trapianto fecale sulla colite ulcerosa, cioè non sappiamo ancora cosa succede una volta interrotto il trattamento e per rispondere a questa domanda servono ulteriori studi».


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