I grassi della dieta mediterranea non pesano molto sulla bilancia

23 giugno 2016
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I grassi della dieta mediterranea non pesano molto sulla bilancia



I grassi della dieta mediterranea non pesano molto sulla bilancia


È opinione molto diffusa che le persone che vogliono perdere peso debbano seguire una dieta con pochissimi grassi, ma uno studio recentemente pubblicato sulla rivista The lancet diabetes & endocrinology dimostra che ciò è vero solo in parte. Il regime alimentare mediterraneo che include grassi come quelli dell'olio di oliva e delle noci difficilmente porta a un aumento del peso e della circonferenza vita rispetto a una dieta povera di grassi.

«Abbiamo voluto valutare l'effetto della classica dieta mediterranea sull'aumento di peso e di circonferenza vita in persone avanti con gli anni e a rischio cardiovascolare, spesso obese o in sovrappeso» spiega Ramon Estruch, dell'Università di Barcellona in Spagna e primo autore della ricerca nella quale sono state coinvolte oltre 7.400 persone asintomatiche con diabete di tipo 2 e due o tre fattori di rischio cardiovascolare. Ai partecipanti, che avevano un'età compresa tra 55 e 80 anni, è stato chiesto di seguire tre diversi regimi alimentari:

1. Uno di tipo mediterraneo ricco di olio di oliva,
2. Uno di tipo mediterraneo ricco di noci,
3. Uno di controllo che prevedeva la raccomandazione a limitare i grassi.

«Ai partecipanti non è stata richiesta alcuna limitazione delle calorie e non è stato chiesto loro di aumentare o modificare il livello di attività fisica» precisano gli autori che all'inizio dello studio e dopo circa 5 anni hanno misurato il peso corporeo e la circonferenza vita delle persone coinvolte nella ricerca. E a conti fatti, dallo studio emerge che sul lungo periodo la dieta mediterranea con i suoi grassi vegetali è risultata associata a una diminuzione del peso corporeo seppur minima e a un minore aumento del grasso centrale - visibile a livello del girovita - rispetto alla dieta di controllo. «Il contenuto di grassi non è un parametro sufficientemente preciso per calcolare i benefici e i rischi a lungo termine di un regime alimentare» commenta Dariush Mozaffarian, professore alla School of nutrition science & policy della tufts university di Boston ricordando che lo stesso discorso vale anche per il numero di calorie totali. «Le linee guida nutrizionali dovrebbero essere riviste e aggiornate per mettere finalmente a riposo i vecchi limiti sul consumo totale di grassi e calorie puntando invece a promuovere le calorie che derivano da frutta, verdura, legumi e pesce» conclude.


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