La disinformazione viaggia sui social network

21 aprile 2010
Focus

La disinformazione viaggia sui social network



Su Internet spopolano, soprattutto tra i meno giovani. Ma nell'informazione sui temi della salute i "social network" come Facebook, Twitter o You Tube non offrirebbero grande affidabilità. Anzi, sarebbero veicoli di vera e propria disinformazione. L'accusa arriva da uno studio della Columbia University, pubblicato sull'American Journal of Infection Control: gli autori hanno passato al setaccio i messaggi pubblicati su Twitter tra il marzo e il luglio del 2009 alla ricerca di quelli contenenti la parola antibiotici; ne è scaturito un campione di circa un migliaio di sms, suddivisi in gruppi in base all'argomento: impiego del farmaco (289 messaggi), consigli o avvertenze (157), effetti collaterali o reazioni avverse (113) e via di seguito. Successivamente, un'analisi critica dei testi ha fatto emergere una consistente quota di messaggi contenenti errori d'impiego o addirittura abusi: tra questi, 345 "tweets" contenevano la parola "influenza", in altri 302 era invece presente "raffreddore". Come se non bastasse, la ricerca ha anche misurato l'effetto "passaparola": i due gruppi di messaggi appena citati erano stati letti e ripresi da più di un milione di "followers".


Sebbene l'indagine sia stata effettuata negli Stati Uniti su messaggi in lingua inglese, non si pensi che l'allarme lanciato dai ricercatori americani si debba fermare su quel lato dell'Atlantico. Come ha ricordato recentemente il Censis, i social network sono un fenomeno in ascesa anche nel nostro paese: Facebook è conosciuto dal 61,6% degli italiani, YouTube dal 60,9%, Messenger dal 50,5% e Skype dal 37,6%. Cifre che schizzano verso l'alto se si restringe il campo d'osservazione ai giovani tra i 14 e i 29 anni: per nove ragazzi su dieci Facebook (90,3%), YouTube (89,2%) e Messenger (89,1%) rappresentano mondi ben noti, con le loro regole e i loro «contatti». Complessivamente, per il Censis sono poco meno di 33 milioni gli italiani che conoscono almeno un social network e 19,8 milioni quelli che effettivamente lo utilizzano.


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