Allergie alimentari, le cifre del fenomeno

12 maggio 2010
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Allergie alimentari, le cifre del fenomeno



In testa alla classifica c'è il latte, poi seguono uova, noci e nocciole. È la "top four" dei cibi che causano il maggior numero di reazioni, un fenomeno in costante crescita a giudicare dai dati diffusi in occasione della Settimana mondiale delle allergie alimentari, in programma dal 9 al 15 maggio. Negli ultimi dieci anni, per esempio, il numero dei bambini ipersensibili agli alimenti è cresciuto del 20%, mentre i ricoveri per shock anafilattico sono aumentati di sette volte nella fascia fino ai 14 anni. Torniamo alle classifiche: sono centomila i bambini italiani al di sotto dei 5 anni che non tollerano il latte vaccino, la forma di allergia alimentare più diffusa in assoluto; in 80mila invece risultano ipersensibili alle uova, 50mila sono allergici a noci e arachidi e 40mila non tollerano grano, pomodoro, soia, crostacei, frutta e verdura. Più in generale, sono 270mila i bimbi che soffrono di ipersenbilità alimentari, e cinquemila rischiano reazioni gravi che possono costare anche la vita. Non ultimo, il problema economico: i latti speciali, per fare esempio, costano ogni anno alle famiglie circa 50 milioni di euro. Di qui la richiesta dell'associazione di pazienti Food Allergy Italia che questi prodotti vengano rimborsati dietro prescrizione medica, come già accade in diversi paesi europei.


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