Occhio alla schiena in mountain bike

14 giugno 2010
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Occhio alla schiena in mountain bike



Poco più che trentenne, maschio e con l'hobby dello sport. È l'identikit di chi corre maggiori rischi di incidenti alla schiena mentre è sul sellino di una mountain bike. A tracciarlo uno studio pubblicato sulla rivista American journal of sports medicine. I ricercatori, dell'Università della Columbia britannica, hanno selezionato tutte le persone che tra il 1995 e il 2007 sono state prese in cura dalle strutture sanitarie per traumi o fratture alla spina dorsale, insorti durante una biciclettata in "rampichino". Complessivamente è stato raccolto un campione di circa un centinaio di individui, quasi tutti maschi e con un'età media (al momento dell'incidente) di poco meno di 33 anni. Nel 62,6% dei casi è stato necessario un trattamento chirurgico, mentre la lunghezza media dei ricoveri si è aggirata attorno ai 17 giorni. Inoltre, il 29% delle persone ha dovuto fare ricorso a un periodo di riabilitazione, mentre in due casi i pazienti hanno subito traumi tali da costringerli per il resto della loro vita alla ventilazione assistita. «Il costo sociale di questo tipo di incidenti» è il commento finale degli autori «risulta così alto da consigliare in via prioritaria l'adozione di misure finalizzate alla prevenzione. Andrebbero valutati gli effetti di campagne educative rivolte agli sportivi e l'incoraggiamento all'utilizzo di materiale protettivo per testa e schiena».


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