Cattive compagnie estive

23 luglio 2010
Focus

Cattive compagnie estive



di Simona Zazzetta

L'afa e il caldo dell'estate si accompagnano, soprattutto in alcuni luoghi e per alcune persone, al fastidioso compito di gestire le punture di insetti. O perché si vive in zone in cui sono particolarmente presenti, o perchè si ha una sensibilità particolarmente elevata, api, zanzare, pappataci e zecche possono diventare un ostacolo non solo per godersi le vacanze, ma anche per rimanere in salute.

Alcune punture, infatti, provocano solo prurito e bruciore ma, in chi è allergico alla puntura di insetti della famiglia degli Imenotteri (api, vespe, calabroni) si possono verificare reazioni di varia entità. Con il loro pungiglione, infatti, iniettano nella pelle un veleno che nella sede della puntura forma immediatamente una chiazza gonfia, rossa e dolente. Ma mentre il dolore di solito si allevia entro 2 ore, il gonfiore può aumentare ancora per 24 ore. Se al centro è visibile un punto nero è segno che nella pelle è rimasto il pungiglione e che si trattava di un'ape, perché lo perde e muore dopo aver punto. Se le punture sono numerose (soprattutto se dovute a calabrone), si possono avere sintomi generali, come vomito, diarrea, mal di testa e febbre: si tratta di sintomi dovuti alla grande quantità di veleno iniettato, non ad allergia. Ma nei soggetti ipersensibili, si possono avere sintomi di allergia anche molto gravi, fino allo shock anafilattico. Un rischio, con gli imenotteri diversi dalle api, è che la loro puntura non è asettica: non perdono il pungiglione, e poiché colpiscono altri insetti, come per esempio le mosche localizzate sullo sterco, vi è rischio di trasmissione di infezioni ematiche o infezioni in genere veicolate da microbi.

Diverso è il fastidio provocato dagli insetti ematofagi, cioè che si nutrono di sangue: zanzare, pappataci e acari (pulci e zecche). Pomfo, prurito e bruciore sono le reazioni più comuni, anche nei soggetti non particolarmente allergici, ma si possono contenere con creme antistaminiche scelte e usate con criterio. Il vero potenziale pericolo con queste punture è la trasmissione di malattie, il pappatacio per esempio può portare la leishmaniosi, non solo all'uomo ma anche al cane. Anche la zecca presenta un rischio simile se si tenta di estrarla in modo scorretto: va afferrata con una pinzetta alla base del collo, ruotata ed estratta repentinamente. La rapidità è fondamentale perché la zecca può rilasciare il siero che, se infetto, trasmette la cefalite o il morbo di Lyme. Se possibile, quindi, è consigliabile andare al Pronto soccorso, dove verrà anche prescritta una cura antibiotica per impedire lo svilupparsi delle patologie.

Il modo migliore per difendersi è usare prodotti repellenti per sé, per l'ambiente e per gli animali da compagnia, e vestirsi in modo adeguato, cioè coperti con abiti chiari, se si va in ambienti boschivi o zone particolarmente umide. Per evitare attacchi da insetti aculeati basta ricordare che attaccano solo se si sentono in pericolo o per difendere la propria comunità. Trattandosi, nel caso di zanzare, anche di un problema di salute pubblica, sono importanti le disinfestazioni attuate dai Comuni sul suolo pubblico, ma anche atteggiamenti responsabili da parte dei cittadini che possono trattare regolarmente i tombini e le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi, eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno, verificare che le grondaie non siano ostruite, coprire cisterne e contenitori di raccolta di acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere, tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara.


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