Troppi veleni tra le mura domestiche

08 ottobre 2010
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Troppi veleni tra le mura domestiche



Il 68% dei casi che vengono gestiti dai Centri antiveleni (Cav), riguarda intossicazioni ed esposizioni a sostanze pericolose accidentali che si sono verificate in ambiente domestico. La metà di questi episodi ha avuto come protagonista un bambino di cui il 61% con meno di sei anni. I dati provengono dal sistema informatico sulle esposizioni pericolose e le intossicazioni, attivato dall'Istituto superiore di sanità e sono stati presentati al congresso della Società italiana di igiene a Venezia. È emerso che le regioni con una casistica maggiore sono Lombardia (31%), Veneto (11%), Emilia Romagna (10%), Campania (9%) e Sicilia (7%) e il 39% delle richieste di consulenza arrivate ai Cav è stato fatto da privati cittadini, il 29% dai pronto soccorso e il 19% dai reparti di pediatria. Inoltre, l'esposizione è avvenuta la maggior parte delle volte per un accesso incontrollato (57%), per errori generici (12%), errori terapeutici (10%) e travasi dal contenitore originale (7%). Le sostanze con cui si verificano più frequentemente gli incidenti sono stati i detergenti domestici (25%), seguiti dai corpi estranei (7%), antiparassitari (7%), cosmetici (6%), farmaci analgesici (5%), ormoni (3%) e farmaci di uso topico (3%). Per prevenire questi incidenti, rileva lo studio, è opportuno intervenire con campagne informative a livello regionale e nazionale per l'adozione di comportamenti domestici sicuri, e dall'altro controllare confezioni ed etichette dei prodotti a più alto rischio di intossicazione, soprattutto i detersivi.


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